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Torna in aula la vicenda dei derivati
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Basilicata

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POTENZA - Torna in aula del Consiglio regionale la annosa vicenda dei “derivati”. E’ il “cavallo di battaglia” del capogruppo di Forza Italia, Michele Napoli che da anni torna a chiedere alla Regione Basilicata di chiudere questa sorta di mutuo o meglio di investimento sottoscritto dall’ente regionale nel 2006 che starebbe comportando delle perdite di milioni di euro.
Ieri il presidente della Regione ha tentato di prendere il toro per le corna mettendo all’ordine del giorno della seduta di ieri una sua relazione proprio sullo stato dell’arte. Parole del presidente Marcello Pittella che però non hanno soddisfatto il consigliere Napoli che ha tuonato e parlando di vera e propria “sciagura” per le casse regionali.

Ma non solo in precedenza il Consiglio regionale si era occupato delle interrogazioni. In particolare quella del capogruppo di Fratelli d’Italia, Gianni Rosa che ha chiesto all’assessore regionale Aldo Berlinguer di relazionare sullo stato dell’arte delle attività legate al petrolio in località Montegrosso.

E quando l’assessore Berlinguer ha risposto che la concessionaria una volta finiti i lavori di bonifica potra chiedere la “Via” al Ministero competente, Gianni Rosa è salito sugli scudi parlando di ennessima «bugia» della Regione che verrebbe smascherata sulla questione petrolio in merito alla competenze perse dai territori a favore del Governo centrale per effetto dello Sblocca Italia.

Insomma la Regione torna a essere sotto attacco da parte dell’opposizione su tutta la materia petreolifera.

Per quanto riguarda invece tutta la vicenda dei “derivati”, Pittella ha esordito nel pomeriggio assicurando che «la Regione Basilicata monitora costantemente l’andamento dei contratti derivati sottoscritti il 30 giugno 2006 per la copertura del rischio di tasso derivante da un contratto di mutuo, assistito da contributo statale, stipulato per finanziare gli interventi nel Lagonegrese colpito dal terremoto del 1998».

Nella sua comunicazione al Consiglio, Pittella ha quindi spiegato che la Regione ha sostenuto, «fino al 31 dicembre 2014, un esborso di circa 31,5 milioni dai cui occorre sottrarre però il flusso positivo, pari a circa 21 milioni di euro, dovuto alla differenza tra il contributo statale fisso e gli importi pagati per l’ammortamento del mutuo sottostante». «In termini di flussi di cassa - ha precisato il governatore lucano - l’esborso netto per le casse regionali si può quantificare in circa 11,2 milioni di euro tra il 2006 e il 2014, cifra che si riduce a 4,4 milioni di euro se si compensa il flusso negativo degli 11,2 milioni con l’introito iniziale incassato dalla Regione a titolo di “Up front”».

E ancora Pittella illustrando le prossime «mosse» dell’ente regionale, «per evitare costi maggiori per le casse regionali, fino ad arrivare alla sospensione della rata di dicembre, Pittella ha quindi spiegato che si può partire da un reclamo informale alle banche, rappresentando alle stesse le potenziali criticità derivanti dai “costi occulti” applicati al contratto e non comunicati alla Regione» e «successivamente, qualora il reclamo risulti infruttuoso, occorrerebbe preventivamente esperire un procedimento di mediazione» e «solo nel caso di esito negativo del tentativo di mediazione, si potrà formulare apposita domanda dinanzi al giudice civile» del Tribunale di Potenza».
Pittella, al termine dell’intervento, ha chiesto al Consiglio «di approfondire la materia, ed eventualmente di prevedere un dibattito in aula prima della pausa estiva».
Parole che però non hanno rassicurato il consiglere regionale Napoli che ha replicato a Pittella: «Sull’operazione “derivati” che produce una perdita per la nostra Regione, che in aggiunta agli oltre 11 milioni di euro accertati e documentati dalla Corte dei Conti, ha toccato nel corso degli anni sinora oltre la cifra di 32 milioni di euro, ci aspettiamo dal presidente Pittella un atto di coraggio con una posizione netta, chiara, inequivocabile ed urgente.

Michele Napoli, sottolineando che «la recentissima sentenza della Corte inglese sul caso Dexia Crediop che ha accolto il ricorso del Comune di Prato è l’occasione per farlo tenuto conto che ci sono sostanziali e importanti analogie tra il caso Prato e il nostro che ci ha visti letteralmente raggirati e “ammaliati” dagli istituti di credito esteri».
«Sui derivati – ha ricordato Napoli - Forza Italia, a differenza di chi ha preferito qualche “cinguettio” su Twitter, sta svolgendo, dalla precedente legislatura, un’intensa iniziativa con un monitoraggio rigoroso delle cifre e una serie di proposte operative. L’indebitamento è nei confronti di diversi istituti di credito tra l’altro, senza indire una gara d’appalto per scegliere le offerte più vantaggiose con il risultato che la Regione ci ha già rimesso una cifra altissima. Non abbiamo molto tempo ancora».

«Va individuata, pertanto – ha concluso il capogruppo di Forza Italia - una soluzione che, a dispetto di quanto avviene nel resto del Paese, con ben 9 Regioni che hanno avviato le procedure per l’operazione “taglia - derivati”, la Giunta regionale lucana non ha mai inteso adottare, nonostante l’invito in tal senso espresso dal gruppo consiliare di Forza Italia e formalizzato attraverso la presentazione di una mozione, di una interrogazione e documenti illustrati in conferenza stampa. Siamo di fronte ad una perdita di bilancio gravissima che rappresenta una sottrazione di risorse importanti da impiegare per le tante problematiche sociali e a favore del mondo produttivo».

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