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Ambiente a rischio, tre interventi
Con un secco "no" a Montegrosso

Basilicata

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POTENZA – Un “no” secco alle trivellazioni non solo sullo Jonio ma anche a Montegrosso: non si poteva non parlare di petrolio a margine delle tre delibere in tema ambientale (energie rinnovabili, tutela della costa jonica e rischio sismico) presentate ieri in sala Verrastro dall'assessore Aldo Berlinguer, insieme ai progetti Parco del Vulture e Catalogo web. Il titolare della delega Ambiente riporta la notizia della richiesta di accesso agli atti da parte della società interessata al giacimento alle porte del capoluogo, dopo il no dell'ufficio regionale alla richiesta di proroga per il secondo pozzo.

«Titoli concessori su Montegrosso? Non vedo neanche l'ombra – ha commentato Berlinguer – e poi manca il piano delle aree quindi persino parlare di Via (Valutazione d'impatto ambientale – ndr) non è possibile».

Esula dall'argomento della conferenza stampa anche un passaggio sul bilancio Arpab, con l'assessore che riconosce «difficoltà, inefficienze e perdita di credibilità» dell'agenzia, invitandola a migliorare la comunicazione puntando su una maggiore trasparenza dei dati. E auspica una maggiore partecipazione del ministero dell'Ambiente: la protezione ambientale va tarata su una Regione come la nostra che produce l'80% di greggio, dice Berlinguer invocando anche più risorse.

Nell'occasione è stata annunciata anche un'accelerazione sul Piano regionale dei rifiuti – entro fine settimana la probabile contrattualizzazione dello strumento invocato da ultimo da Legambiente, l'altro ieri a Roma durante il premio ai “Comuni ricicloni” – e su quello di tutela delle coste, dopodiché ci si potrà dedicare al Piano regionale dei trasporti.

LE DELIBERE

Contro il rischio sismico sono pronti 7,55 milioni di euro spalmati in un piano pluriennale che interessa le scuole (2 mln) e gli ospedali (3,1 mln) oltre che gli edifici privati vulnerabili (2,2 mln) inseriti nelle graduatorie comunali in cui si regola il finanziamento.

Ieri è stata fornita la mappatura dei siti non idonei all'istallazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili: le aree agricole, che da sole costituiscono oltre il 90% del territorio regionale, ma anche quelle sottoposte a tutela del paesaggio, del patrimonio storico, artistico e archeologico oltre che in dissesto idraulico e idrogeologico.

La Basilicata si metterà in linea rispetto ai ritardi rimproverati dall'Ue in fatto di protezione costiera: è stata infatti approvata la delibera di giunta sul Piano di gestione della costa jonica lucana per i siti Natura2000. Si tratta di interventi votati alla protezione naturalistica e al turismo, normative che regolamentano la pesca, l'habitat e la protezione degli uccelli acquatici, le pinete, l'erosione e i lidi, senza dimenticare la fascia di mare con una profondità fino a 15 metri (sulla possibilità di effettuare trivellazioni in mare vige il limite minimo di 12 miglia prescritto dal decreto Prestigiacomo).

IL CATALOGO E IL PARCO

Con i primi due moduli (“Microzonazione sismica” e “Contaminazione e bonifica del suolo”) è intanto partito il Catalogo dei dati ambientali sul web (www.regione.basilicata.it) con un sistema accessibile a tutti e «implementabile». Per quanto riguarda infine l'iter istitutivo del Parco regionale naturale del Vulture, proprio oggi la perimetrazione sarà valutata dal comitato scientifico regionale per l'ambiente: una volta acquisitone il parere, sarà perfezionata la bozza di delibera di giunta con cui si proporrà all'esecutivo lucano di approvare il ddl da proporre al consiglio regionale. L'obiettivo è, anche in questo caso, non soltanto valorizzare ma anche tutelare la zona dei Laghi di Monticchio – interessata da fenomeni di abusivismo nel consumo contro cui sono state annunciate prescrizioni più severe – e le aree agricole circostanti.

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