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La deadline di De Luca fissata al 20 luglio
Poi comincerà il countdown

Basilicata

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POTENZA - Attraversare il breve tratto di piazza Matteotti che divide Palazzo di Città e Palazzo del Consiglio significa in questi giorni ascoltare più volte la stessa risposta. «Aspettiamo notizie». La domanda, anche quella, sempre la stessa: «Novità?»

Il destino di Potenza è appeso a un paio di appuntamenti romani e alla decisione politica. Si potrà usare il bonus benzina 2012 per un fondo dedicato ai Comuni in difficoltà, capoluogo in testa? A Roma ci stanno lavorando, spetta al Mise un via libera di massima.
C’è poi la via del decreto Enti Locali, a cui il senatore Salvatore Margiotta (misto) ha proposto un emendamento “spalmadebiti” (per concedere ai Comuni di riequilibrare il deficit in cinque anni, invece che negli attuali tre). Il disavanzo potentino ancora scoperto è di circa 30 milioni di euro.

«#salviamopotenza bene Margiotta, con l’emendamento spalmadebiti; proseguiamo sulla linea indicata da Filippo Bubbico», scriveva su Twitter il capogruppo comunale Pd, Giampiero Iudicello.

«È una cosa buona nella speranza che l’emendamento venga approvato in tempo per consentire l’approvazione del bilancio di Potenza e soprattutto che non salti tutto nell’eventualità che il Governo ponga la questione di fiducia», faceva notare però Piero Lacorazza. Il presidente del consiglio regionale difendeva poi la linea di Bubbico.

Il viceministro agli Interni aveva suggerito pubblicamente di disegnare il bilancio di Potenza con un riequilibrio in cinque anni, come se l’opzione fosse già legge; sarebbe stata contenuta nel decreto Enti Locali, aveva assicurato. Non è andata così.
L’emendamento di Margiotta tenta un complicato recupero: «Più precisamente, proviamo a salvare in corner (e sarà difficile) un percorso sin qui fallimentare», ha risposto con metafora calcistica.

Anche altri parlamentari hanno depositato un emendamento analogo. Sempre in Senato (dove il decreto è in discussione per la conversione in legge), Tito Di Maggio (Cri) è tra i firmatari di un testo promosso dal deputato Cosimo Latronico (FI).

Ma il tempo a disposizione è davvero poco, e sembra accorciarsi giorno dopo giorno anche la speranza degli amministratori potentini.

Il sindaco Dario De Luca si è dato un tempo preciso. La deadline dovrebbe essere il 20 luglio: senza segnali positivi rassegnerà le dimissioni.

È quella la data da cui scatterebbero i venti giorni a disposizione per ritirare eventualmente le dimissioni. Si arriverebbe così ai primi dieci giorni di agosto. Questo ultimo termine coincide con la fine del periodo concesso dal Viminale al Comune per presentare un bilancio riequilibrato, pena il commissariamento e lo scioglimento del consiglio.

De Luca ha ribadito più e più volte che nonostante i tagli, le gare, l’abbattimento degli sprechi, nonostante aver rimesso ordine tra i conti, senza un sostegno esterno oggi non ci sono possibilità di chiudere in pareggio un bilancio che ha fagocitato per anni risorse.
Tra le stanze, nelle commissioni, l’umore non è dei migliori. Un po’ rassegnazione, un po’ amarezza. Il tempo a disposizione per salvare i conti e la comunità di Potenza è breve, brevissimo. Aspettando notizie.

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