Salta al contenuto principale

L'EDITORIALE
Perchè non ci siano altri Stefano Sechi

Basilicata

Tempo di lettura: 
1 minuto 7 secondi

E' anche poco quello che ha proposto il consigliere Polese sui gay.

Da un governo di sinistra io mi aspetto un carrarmato sui diritti civili e le libertà. Potenza, su questo terreno, vanta una bella tradizione di silenzio e omertà.

E' una città dove è più facile ammettere di essere cocainomani che omosessuali.

Sarà semplice per Dolce e Gabbana trasformare in brand la propria omossessualità, è più difficile, nella reputazione sociale di una città ancora fortemente moralista, riconoscere pari prestigio e rispetto sociale a chi dichiara (quanti, quante? pochissimi) la propria autonoma scelta sentimentale che non può non essere destinata alla costruzione di un rapporto che abbia stabili tutele giuridiche.

Quanti Stefano Sechi dobbiamo ancora soccorrere? Non so quali siano le misure che abbia in mente il consigliere Polese, e di questo è giusto discutere con serenità per evitare di arrivare alla ghettizzazione opposta (come quando si voleva pagare le donne per spingerle a non abortire). Ma è giusto, in un'Italia in verità molto indietro, che se ne parli proprio nella regione più interna dell'osso d'Italia. E' una sfida che tutti i liberali non possono non cogliere.

Caro Ramunno spingi perché a Potenza ci sia il registro delle coppie di fatto e delle unioni gay. O il dissesto lo impedisce? 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?