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Si prepara una seconda Scanzano
A Policoro la rivolta contro le trivelle nello Jonio

Basilicata

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POLICORO - È stata fissata per il 15 luglio a Policoro, la grande manifestazione interregionale che unirà le voci delle tre regioni - Basilicata, Puglia e Calabria - che si oppongono alle trivelle nello Jonio.

L’appuntamento è per le 9 di mattina, sul lungomare della cittadina. A dare l’annuncio su facebook, già nella mattinata di ieri, il sindaco di Policoro, Rocco Leone.

Seguito, in serata, da quello ufficiale della Regione. Alla manifestazione parteciperanno i tre governatori, Pittella, Oliverio ed Emiliano, insieme a tutti sindaci dei comuni interessati dal permesso di ricerca della Enel Longanesi. Oltre, chiaramente, ai numerosi cittadini che si aspettano. Una seconda Scanzano, con cui gli amministratori della fascia Jonica sperano di poter convincere il Governo a cambiare idea, proprio come fu, nel 2003, per il deposito unico di scorie nucleari.

«Solo battendoci insieme - commenta sulla sua bacheca il primo cittadino, Leone, che nei giorni passati aveva avviato uno sciopero della fame - possiamo raggiungere il nostro obiettivo comune che è quello di salvare il nostro mare e tutelare il nostro territorio». La manifestazione avrà luogo sul lungomare di Policoro, con un corteo che partirà da piazza Enotria per raggiungere piazza Chonia, dove si terrà il comizio finale con gli interventi del sindaco Leone e dei presidenti Pittella, Oliverio e Emiliano.

Nel frattempo, prendono posizione anche i circoli del Pd del Metapontino che, con una nota congiunta, annunciano altre due iniziative, decise nella riunione operativa promossa dal partito di Policoro, a cui hanno partecipato i segretari e gli attivisti del Pd della fascia jonica: un consiglio comunale aperto che si svolgerà a Scanzano Jonico nei prossimi giorni che sarà convocato dal presidente del consiglio comunale cittadino, Claudio Scarnato.

E un documento congiunto, sottoscritto da tutti i circoli del Materano, da indirizzare al segretario nazionale del Pd, nonché presidente del consiglio, Matteo Renzi.

«Non c'è solo il no alle ispezioni e alle trivellazioni nel Mar Jonio, ma anche la voglia di rafforzare il fronte del dissenso e partecipare un numero sempre più alto di persone rispetto a un'idea di sviluppo che sia compatibile con le vocazioni agricole, turistiche e naturalistiche del comprensorio metapontino e del suo meraviglioso mare al centro degli interessi delle compagnie petrolifere», si legge nella nota a firma dei segretari di Policoro, Scanzano, Pisticci, Rotondella, Montalbano, Nova Siri, Bernalda, Valsinni.

Esprimono condivisione rispetto alla linea del presidente Pittella che martedì scorso, insieme ai governatori di Puglia e Calabria, ha inviato una lettera al ministro Guidi in cui si chiede un incontro urgente.

«Sosteniamo il governatore lucano - si legge ancora nella nota - e condividiamo l'idea di aprire un tavolo permanente con i governatori della Puglia e della Calabria sulla questione. Siamo inoltre pronti a sostenere tutte le azioni legali e di protesta civile che saranno attuate per dissuadere qualsiasi volontà finalizzata all'ottenimento di autorizzazioni di ricerca o peggio di coltivazione di idrocarburi.

Le sole ipotesi di avviare ispezioni e estrazioni non solo disattendono tutto ciò – e se attuate minerebbero l'ecosistema – ma attentano alla pace sociale, costruita con impegno e fatica e che è dovere civico di tutti difendere da qualsiasi minaccia imminente».

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