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De Ruggieri: «Tutto è pronto per governare»
Ipotesi di giunta con otto assessori, senza esterni

Basilicata

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MATERA - Ci salutiamo dandoci appuntamento a domani, lunedì, quando alle 10,30 nella sala Mandela al sesto piano del palazzo comunale, presenterà la sua giunta a otto. Una giunta, quella che esordirà fra poche ore, la cui composizione non è stata una passeggiata di salute. Raffaello De Ruggieri la paragona ad un parto cesareo, che però non lo lascerà sfibrato ma, al contrario, gli darà nuova linfa.

«È stato un atto di ardimento. Non mi ero reso conto della follia che investe l’Italia. I Comuni dovrebbero essere aziende in cui far lavorare manager che, però, vanno pagati. In questa follia populista in cui tutti rubano e sono corrotti, si è fatta passare una politica di contenimento della spesa. Se faccio venire una persona di alta qualità, richiamata dal ruolo di Matera, ma devo proporgli una retribuzione mensile di 1400 euro, che manager posso portare in questa città - si chiede - Non avremmo dovuto scialacquare ma una dignità pari a quella di un dirigente sarebbe stata necessaria. In questa prima fase ho toccato con mano il richiamo e il piacere che la gente ha di lavorare a Matera, in un modello di Mezzogiorno che funziona contraddicendo il clichè di sud sonnolento». L’altra discriminante, spiega il sindaco, era rappresentata dall’impegno richiesto: full time per i prossimi anni.

«Dunque sono rientrato nei ranghi, rastrellando le energie che la città e la Basilicata esprimono. I parametri non cambiano, ma la scelta del sindaco non è più assolutista ma diventa condivisa sulla quale esistono confronti e valutazioni».

Sono le otto di sera e i suoi impegni non sono ancora finiti. De Ruggieri si concede un succo mela e kiwi in uno dei bar storici di piazza Sedile, gestito con straordinaria discrezione e gentilezza. Parla di tutto mentre i cittadini si fermano, lo salutano, gli ricordano la necessità di tutelare il patrimonio storico dei monumenti, di offrirli nel migliore dei modi ai turisti.
«La coalizione ha risposto - prosegue sottolineando il metodo per la scelta della giunta - venerdì sera c’è stato un confronto che ci ha consentito di riproporre la compartecipazione delle liste. Tutto verrà affidato alla mia valutazione finale e così domani indosserò la corazza di Alessandro Magno e taglierò il nodo gordiano con la spada...vedremo che succede, ma se non si fa così non se ne esce». Le definizioni, per forma mentis, non gli appartengono ma per una volta si lascia andare: «Sarà una giunta di competenze, qualità e passione. Chi lavorerà per Matera dovrà avere questi requisiti».

Il fervore che ormai investe Matera è tangibile ma va governato, lo sa bene il sindaco: «L’amministrazione dovrà affrontare temi contingenti. Per questo i consiglieri dovranno proporre progetti, gli assessori saranno come il 118, garantendo comunque rapporti esterni, ad esempio in settori come ambiente, innovazione e programmazione». I Sassi, anima storica della città e cuore pulsante ancora oggi, sono una delle priorità.

«Bisogna ricomporre quell’ufficio. Nei Sassi sta avvenendo di tutto, non possiamo lasciare quel rione in una condizione di abbandono o di..distrazione. All’interno di quella struttura il sindaco in prima persona controlli a vista tutte le subconcessioni e le utilizzazioni. Bisogna restituirgli il senso minimo di quartiere, ad esempio con navette elettriche anche a chiamata che si ricaricheranno in piattaforme elettromagnetiche. C’è già un’azienda tedesca disposta ad attivare iniziative promozionali».
Da un mese tocca con mano ogni giorno lo stato dell’arte della città, le emergenze, i bisogni, gli impegni da affrontare, ma c’è una cosa che ancora non gli va giù, un ruolo che proprio non gli piace sostenere: «Il sindaco deve fare la trottola istituzionale, non è pensabile che possa presenziare a tutte le manifestazioni. Comprendo che sia utile a un sindaco che deve catturare consensi, ma per chi come me deve far carriera alla città è controproducente, vuol dire sguarnire il Comune di una figura importante e questo ha creato qualche problema sulla mia missione esterna».

Ma non c’è solo questo: «Ho verificato ciò che sostenevo da tempo: l’inadeguatezza del Comune ai suoi compiti. È una struttura che per anni ha vissuto una lenta eclisse, non ha avuto turn over con assunzioni medio basse e il cuore composto da area medio alta è in una situazione di sterilizzazione, di rassegnazione pensionistica. E’ necessario che l’assessore al personale attivi politiche per la pianta organica più adeguata per scardinare i vincoli giuridici e finanziari che ci comprimono».

Il deve essere operativo: «Non possiamo recarci a Roma come sprovveduti. Serve una idea precisa di pianta organica, con la individuazione dei maggiori costi. La situazione non è difficile, ma delicata perchè Matera è all’attenzione del Governo. Il nome della città porta con se’ disponibilità, ma la vittoria va governata e capitalizzata in modo corretto».

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