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Centrosinistra al contrattacco: "Comportamento scorretto, il bene di Potenza viene prima"

Basilicata

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Non è stata immediata, ma alla fine la reazione è arrivata. I consiglieri del centrosinistra (o meglio, molti, ma non tutti) vanno al contrattacco dopo che i colleghi Dem, Carretta e Sileo hanno impugnato lo schema di bilancio pluriennale approvato a maggioranza dal Consiglio comunale e la nota del Viminale con cui veniva concessa una proroga al Comune per predisposizione del nuovo bilancio. Obiettivo dei due consiglieri vicini all’ex sindaco Santarsiero, far cadere subito il Consiglio e mettere fine al mandato di De Luca.
Un comportamento che ora 16 esponenti del centrosinistra potentino definiscono «inopportuno», «scorretto» e «intollerabile». Una presa di posizione politica, anche pacata rispetto alle conseguenze che potrebbero essere generate da un procedimento giudiziario di tale natura. I consiglieri firmatari (Luigi Petrone, Roberto Falotico, Giampiero Iudicello, Vincenzo, Gerardo Nardiello Telesca, Carmen Celi, Gianluca Meccariello, Bianca Andretta, Donato Nolè, Felice Scarano, Vincenzo Lofrano, Rocco Summa, Donatella Cutro, Donato Pace, Sergio Potenza, Piero Calò, Antonio Pesarini) si riservano di approfondire e meglio valutare, prima nel proprio partito e poi all'interno della coalizione, «la gravità di un comportamento considerato intollerabile». Ma per ora si limitano alla presa di distanza e al biasimo. «Le posizioni espresse dai consiglieri Carretta e Sileo - si legge nel documento - non rappresentano quelle del centrosinistra». Ribadiscono che in questo momento la vera priorità è «mettere in salvezza» la città capoluogo, «al di là delle inefficienze o dei meriti dell'amministrazione De Luca». E che la politica, quella con la “P” maiuscola, è chiamata a tutelare, in prima istanza, gli interessi della comunità. «Contrapposizioni e differenziazioni sui punti amministrativi e politici sono da rinviare a seconda battuta». Il documento arriva dopo due giorni di fitte riunioni interni ai partiti dell’area. Ma non tiene dentro tutti. Non lo hanno sottoscritto, infatti i due consiglieri di Centro democratico, Fernando Picerno e Pietro Campagna, la collega del Pd, Alessandra Sagarese (quest’ultima non aveva votato lo schema di bilancio). E neanche l’esponente di Scelta civica, Francesco Flore. Per i restanti 16, invece, l’azione di Carretta e Sileo è da censurare. «Ci rammarica il fatto - scrivono - che i consiglieri abbiano voluto far ricorso allo strumento giudiziario avendo a disposizione gli strumenti della politica per manifestare un loro dissenso. Riteniamo questo un atto inopportuno sia per il ruolo che essi rivestono sia per la correttezza delle dinamiche relazionali all'interno del Centrosinistra.
Un comportamento di questo tipo desta ancor più stupore se messo in campo da chi per l'esperienza maturata e le passate responsabilità ha una cultura amministrativa in forza della quale sono sempre stati stigmatizzati gli atteggiamenti di opposizione non costruttiva. Un atto che mette gli stessi di fatto fuori dalle regole di condivisione del Centrosinistra. Non si può stare insieme - concludono - quando non si sta alla politica».

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