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Anche il governatore campano De Luca
si oppone al petrolio

Basilicata

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SI espande il fronte dei governatori contrari alle estrazioni petrolifere. Questa volta, le estrazioni in mare non c’entrano. Ma le dichiarazioni fanno notizia perché sono quelle di un altro presidente di una Regione del Sud, anche lui Pd e per di più renziano “anomalo”, proprio come Michele Emiliano, che promette battaglia per impedire le trivelle in Irpinia. Vincenzo De Luca, ex sindaco di Salerno, ne aveva già fatto un punto importantissimo della sua campagna elettorale per conquistare la Regione. E anche ora che di fatto è il neo governatore della Campania, sul punto non arretra.

Anzi, rilancia. «Rispetto al problema dell’acqua - sono le parole del presidente campano riportare dal Corriere del Mezzogiorno - sappiate che io sono contro le trivellazioni, contro i pozzi petroliferi. Andiamo a fare le perforazioni nel Vallo di Diano o addirittura qualcuno ipotizza di fare le trivellazioni nell’Alta Irpinia dove abbiamo il bacino imbrifero più grande ed importante d’Europa. Vi vorrei invitare ad andare a Caposele, dove c’è una struttura bellissima in muratura: l’Acquedotto Pugliese, costruito dove partono le sorgenti, un capolavoro da un punto di vista ingegneristico. Immaginare di andare a fare lì le perforazioni petrolifere vuol dire essere dei depravati».

Dunque, l’opposizione alle estrazioni dell’ex primo cittadino salernitano, di origini lucane, è motivata soprattutto con la necessità di tutelare quella che lui considera il vero petrolio, cioè l’acqua. E, infatti, ribadisce: «Bisogna tutelare le falde acquifere campane contro l’ipotesi di trivellazioni petrolifere nei pressi dei bacini imbriferi più importanti. Grazie al progetto Qr Code, messo in campo con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Portici, stiamo realizzando un monitoraggio integrato d’acqua, suolo, prodotti alimentari. Vogliamo garantire a tutti i cittadini campani l’acqua pubblica, sicura, di qualità». Insomma, una situazione ben diversa rispetto a quella che si è venuta a creare in Basilicata, dove, per effetto delle autorizzazioni del ‘98 le attività estrattive in val d’agri convivono con la vicinissima diga del Pertusillo.
Qualche mese fa, sull’ipotesi di portare le trivelle in Irpinia era stato ancor più chiaro: «A chi pensa al petrolio come modello di sviluppo economico, gli devono trivellare il cervello». Del resto il suo predecessore, Stefano Caldoro, aveva già impugnato, nei mesi scorsi, tre articoli dello Sblocca Italia, tra cui anche il 38. Una battaglia che Vincenzo De LUca, pur essendo, a differenza di Caldoro, dello stesso partito e della stessa area del premier e segretario Renzi, intende portare avanti.

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