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Un ciclone da Taiwan
sulla giunta De Ruggieri

Basilicata

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Mentre l’Italia è stretta nella morsa di Caronte, il consiglio comunale di Matera si ferma davanti al ciclone-Taipei. Nessuna bolla economica, piuttosto quello che sembra essere un pasticcio politico-istituzionale.
E’ stata l’assenza del neo assessore Giovanni Schiuma, trattenuto per impegni nella capitale dell’isola di Taiwan, ad aprire il caso della legittimità della giunta nominata dal sindaco De Ruggieri il quale non ha presentato le sue linee programmatiche perchè impossibilitato a confrontarsi con la giunta al completo.
Risponde così il sindaco alla vice presidente vicario Nunzia Antezza che apre, di fatto, il caso-giunta chiedendo l’illustrazione dello schema di governo di De Ruggieri che legge la lettera inviatagli dalla Cina dal prof. Schiuma e scatena la reazione del capogruppo del Pd, Adduce il quale bolla l’esecutivo come inesistente, in mancanza dell’atto ufficiale firmato dal diretto interessato trattenuto all’estero. E come non esiste la giunta, seduta impropriamente in consiglio, secondo Adduce, non si sarebbe nemmeno dovuto procedere all’ingresso del consigliere Angelo Cotugno.

La bomba si abbatte insieme alla calura estiva su De Ruggieri che propone il rinvio della seduta e resta sulle sue posizioni: giunta legittima perchè corroborata dalla lettera d’incarico del sindaco e dalla risposta del diretto interessato, anche se solo per iscritto. Toccherà ora al Prefetto Antonella Bellomo, a cui Adduce si è rivolto, rinfrescare gli animi e chiarire la vicenda.
La seduta di quello che il sindaco ha presentato come il Parlamento di Matera, era cominciata con due esordi: il primo era quello di Angelo Tortorelli alla presidenza del consiglio comunale (messo alla prova soprattutto dalla irrequietezza dell’ex sindaco Adduce richiamato all’ordine pià di una volta durante la seduta, ndr.) , il secondo quello del consigliere Angelo Cotugno al posto dell’attuale assessore Marilena Antonicelli.
«Le linee che hanno orientato queste scelte - aveva detto De Ruggieri sono legate al rispetto delle liste che hanno contribuito al successo della coalizione e competenze specifiche nei settori. La giunta è articolata e ha come obiettivo l’immane lavoro che ci aspetta. L’esecutivo è legato alla complessità dei problemi della città. Matera deve diventare città europea e ha bisogno di puntuali operatori di responsabilità che possano orientare i programmi, i progetti e la loro realizzazione».
Erano state queste le uniche parole che De Ruggieri dedica pubblicamente al ruolo che Matera dovrà giocare. Le altre, quelle contenute nelle linee programmatiche di mandato, non le pronuncerà (il Quotidiano, però, ne pubblica alcuni passaggi in esclusiva in queste pagine, ndr.) prima del 27 luglio alle 17,30 nel corso della prossima convocazione del consiglio.
La mancata illustrazione delle linee di governo fa scattare la reazione della minoranza.

E’ Salvatore Adduce che, nonostante gli inviti alla pacificazione e al lavoro comune lanciati poco prima dal suo collega di partito, Pietro Iacovone, alza il tiro e nel suo intervento affronta innanzitutto l’inadeguatezza del luogo in cui il “Parlamento di Matera” si sta riunendo (tema che, nel corso della seduta, non otterrà risposta pur in presenza di una precisa interrogazione del consigliere di 5 Stelle, Materdomini, ndr.).
«Siamo in un luogo inadatto a ospitare manifestazioni- dice - Non so perchè continuiamo a convocare il consiglio comunale che invece ha una sede propria che ha anche gli strumenti per svolgere le sedute. Recitiamo, su questo palco - ha aggiunto - una specie di commedia come si fa di solito a teatro, mentre bisogna recuperare la dignità del consiglio comunale». Gli risponde Saverio Vizziello: «Quest’auditorium è stato abbandonato dall’amministrazione di Adduce. Avete perso i fondi Pisus di 600 mila euro destinati a questa struttura e il sindaco ha concesso per cinque anni l’auditorium a tutte le categorie, mettendo a repentaglio anche la struttura».
Ed è ancora il consigliere Iacovone a sollevare un altro caso: quello della sovrapposizione di competenze nelle singole deleghe assegnate legata alla necessità di dare spazio alle numerose anime che compongono la coalizione a sostegno di De Ruggieri. «Il sindaco ha dovuto sudare un bel po’ per giungere alla definizione della squadra. Il gruppo ha cominciato a sfaldarsi». E sui doppioni spiega: «C’è l’assessorato alla infrastrutturazione, accessibilità e mobilità questione legata alle Opere pubbliche, ma c’è anche l’assessore alle Opere pubbliche. Chi dovrà decidere sulle scelte? E poi ci sono l’assessorato alle politiche scolastiche per l’infanzia e quello delle Politiche sociali...».

Le scaramucce prevedibili fra consiglieri nonchè ex assessori che segnano, qualora ce ne fosse davvero bisogno, che in consiglio ci sono anche gli sconfitti, danno voce alle piccole ripicche mai sopite, alla guerra dei minimi in cui alla fine nessuno vince e nessuno perde. Adduce denuncia il teatrino messo in atto sul palco dell’Auditorium ma, in fondo, non scopre nulla di nuovo soprattutto per chi in questi mesi ha assistito ad una delle peggiori campagne elettorali di tutti i tempi nella città dei Sassi.
Ci si incontrerà di nuovo il 27 luglio alle 17,30 forse con una giunta completa (se nel frattempo saranno stati compiuti i passi necessari) o con un esecutivo ad otto. Nello stesso giorno a Potenza è stato convocato il cda della Fondazione 2019.
Un lunedì di fuoco per il sindaco De Ruggieri. Indipendentemente da Caronte.

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