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Nessuna severità dal Viminale sul bilancio
Il gancio potentino nell'incontro al dicastero

Basilicata

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POTENZA - Il Ministero degli Interni non ha mai spinto per il commissariamento. E anzi, proprio tra le pieghe della burocrazia, nelle riunioni con gli alti apparati, tra procedure tecniche e suggerimenti informali, hanno tutti cercato una soluzione, una strada che permettesse a Potenza di non collassare sotto la tempistica e le cifre del deficit economico del capoluogo.

Mentre la politica continuava il tiraemolla, un passo e poi indietro, vediamo, speriamo, tra Roma e Potenza c’era un filo sempre teso che attraversava la via squisitamente amministrativa. Come agire per tutelare la città?

Il commissariamento non è mai una scelta semplice, per nessun Comune. E il Governo lo sa.

Nell’ultimo incontro a piazza del Viminale, per esempio, sono emersi alcuni suggerimenti tecnici su come l’amministrazione comunale potrebbe stilare la risposta alle richieste del ministero che ha “bocciato” in prima battuta il bilancio potentino. Indicazioni preziose e importanti che sembra siano state raccolte dal sindaco De Luca e dal presidente del consiglio comunale Luigi Petrone, in un incontro al dicastero, alla presenza del referente per gli enti locali.

A fare da collegamento, un pezzo da novanta del Viminale, il capo di gabinetto Luciana Lamorgese. Potentina, apprezzata e stimata professionista, carriera prefettizia e delicati incarichi in campo finanziario nel proprio curriculum. A chiedere l’incontro, con un’iniziativa personale, lontana dalle trame politiche degli ultimi giorni, pare sia stato il presidente Petrone, che di Lamorgese è cugino.

La “carta potentina” è stata giocata lontano dai toni aspri del dibattito politico di queste ore sul Salva Potenza, al di là degli emendamenti, dei ricorsi, del tempo che scorre e rischia di scadere.

Quello che chiedevano, da Palazzo di Città, era un supporto procedurale, un’indicazione tecnica. E il Viminale sembra abbia lasciato un po’ di speranza, almeno su quel fronte: nessuna severità pregiudiziale nei confronti del bilancio comunale da parte dei funzionari del ministero che valuteranno la proposta correttiva ai conti municipali. Questo almeno sul piano tecnico. Poi la politica è un’altra cosa.

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