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Staffetta Regione Parlamento
Si pensa a un fondo per tutti gli enti in dissesto

Basilicata

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POTENZA - Nemmeno il tempo di tirare l’agognato sospiro di sollievo per l’ok della Commissione Bilancio al Senato, che ora si pensa già al da farsi.

Perché se il grosso per salvare Potenza è ormai cosa fatta, cioè portare dentro al decreto enti locali l’emendamento (seppur rimodulato) del senatore Margiotta, sottoscritto anche da Viceconte, prima di cantare definitiva vittoria bisognerà attendere l’esito del doppio iter in Parlamento e in Regione.

Il testo licenziato dalla Commissione nella tarda serata di giovedì scorso dovrà ora essere votato in Aula, affinché diventi effettivamente operativa la previsione che consentirà al Comune di Potenza di spalmare i 34 milioni di euro di debito nei tre anni a venire e non in due, come precedentemente previsto dalla norma.

I tempi dovrebbero essere brevi. L’approvazione non dovrebbe trovare molti ostacoli, data la volontà politica trasversale fino a ora manifestata.

Ma la staffetta per raggiungere il traguardo finale non fa tappa solo a Roma. In Regione bisogna rimodulare il piano di trasferimenti precedentemente immaginato, nell’ipotesi di una modifica che avesse allungato ulteriormente i tempi.

A disposizione non ci sono più 5 anni (come nell’ipotesi iniziale), ma quattro anni, in realtà per Potenza tre.

A viale Verrastro sono già al lavoro per verificare come ripartire il finanziamenti per anno, fino al 2017. Uno sforzo aggiuntivo che però, partendo dall’ottimo risultato ottenuto a Roma nelle ultime 36 ore, sembra raccogliere una favorevole volontà politica trasversale. In Regione si sta lavorando per rintracciare risorse non solo per Potenza (entro il 10 agosto prossimo, termine ultimo per la presentazione del nuovo bilancio riequilibrato), ma anche per gli altri enti locali, con conclamate difficoltà economiche. Province comprese. L’ultima parola, chiaramente, spetterà al presidente Pittella.

Le risorse in Regione sono scarse, come ha già sottolineato più volte il governatore, ma regna un certo ottimismo rispetto alla nuova operazione. Del resto, dopo il cocente fallimento del primo tentativo fatto dal viceministro Bubbico in Consiglio dei Ministri, a cui comunque va riconosciuto il merito di essersi fatto promotore della proposta che si è rivelata risolutiva, fino a giovedì nessuno si sarebbe sbilanciato in previsioni positive.

L’ha fatto con cautela pure lo stesso senatore Margiotta che, alla fine, è riuscito a mettere il gol in rete e che insieme a Guido Viceconte si aggiudica il titolo di “santo” del giorno. E che all’indomani dell’ok della Commissione al “Salva Potenza” commenta: «Non si tratta di un emendamento risolutivo di ogni problema, ma consente al sindaco e al consiglio comunale di lavorare sul bilancio con qualche difficoltà in meno».

Passa la palla al presidente Pittella e sottolinea che si è trattato di un inter parlamentare non agevole, al termine di una lunga maratona durata diversi giorni. «Sono grato al Governo - dice - in primis al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, immediatamente dopo al Ministro Maria Elena Boschi e al sottosegretario Luca Lotti, con i quali ho interloquito in modo fitto nelle ore decisive, di avere compreso l'importanza del provvedimento per la nostra comunità».

Poi un appello al suo partito che proprio sulla città di Potenza continua a far registrare frizioni e guerre intestine: «Desidererei che almeno questa circostanza, positiva, non diventi terreno di polemica interna al PD potentino e lucano. Anzi, costituisca esempio: aver remato, a Roma, tutti insieme e nella stessa direzione, ha prodotto risultati per i cittadini».

Ad esempio rimane ancora in piedi, e non è chiaro con quali possibili effetti, il ricorso che i consiglieri Dem, di area santarsierana, Carretta e Sileo hanno presentato contro lo schema di bilancio pluriennale che prendeva in considerazione i cinque anni, secondo la prima ipotesi Bubbico.

In evidente rottura con loro il segretario del partito cittadino, Gianpiero Iudicello, che dalla sua bacheca facebook rivolge il suo primo ringraziamento al viceministro per l’intuzione e poi tutti coloro che, a suo avviso, hanno contribuito al risultato: da Margiotta e gli altri parlamentari Pd (soprattutto Speranza «che ha lavorato tanto in questa direzione», ai presidenti di Consiglio e Giunta, Lacorazza e Pittella. Con una chiosa finale per tutti i colleghi consiglieri comunali «che ci hanno creduto e continuano a crederci». Le ultime novità romane che di fatto scongiurano il commissariamento della città capoluogo potrebbe acuire maggiormente l’isolamento dei due consiglieri che avevano scelto la via giudiziaria per far cadere subito la Giunta De Luca. Anche perché, a salvataggio fatto (sempre che vada definitivamente in porto) il nodo politico tornerà al pettine: un nuovo esecutivo, questa volta insieme a un Pd che sul punto specifico non è affatto compatto.

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