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Il Tribunale dà ragione al sindaco di Rotonda
La Corte d’Appello accoglie il ricorso sull’incompatibilità

Basilicata

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ROTONDA – Si è conclusa positivamente per il sindaco Rocco Bruno la vicenda sulla sua incompatibilità alla carica, sollevata al momento dell’insediamento della nuova giunta - a seguito delle elezioni amministrative del 2014 - dal capogruppo dell’opposizione in consiglio comunale Domenico La Valle.
Una situazione che ha tenuto sulle spine l’amministrazione e che spesso è stata cagione di scontri accesi tra maggioranza e minoranza, portati avanti a colpi di interrogazioni e carte bollate. Da qui l’enorme sollievo con cui il primo cittadino ha salutato il pronunciamento della Corte d’appello presso il Tribunale di Potenza, che giovedì ha messo la parola fine alla questione.
«Con le lacrime agli occhi – questo l’incipit di Bruno sulla sua pagina Facebook ufficiale – la Corte di Appello di Potenza ha accolto in tutti i punti il mio ricorso avverso l’ordinanza del Tribunale di Lagonegro, con la quale veniva dichiarata la mia incompatibilità alla carica di sindaco».
Nell’euforia della vittoria Bruno non dimentica di ringraziare i suoi sostenitori, né di lanciare una stoccata ai suoi avversari: «Grazie a quanti in questi mesi mi sono stati vicino, grazie all’intero gruppo Uniti per Rotonda (la lista con la quale ha vinto alle ultime consultazioni comunali) e grazie anche ai miei familiari che mi hanno sempre supportato e incoraggiato. Grazie di cuore a tutti: noi andiamo avanti a differenza di chi, in questi mesi, ha pensato più a distruggere che a costruire».
Il riferimento a La Valle e ai diversi tentativi di quest’ultimo di far decadere la giunta è chiaro, volutamente: anche ai nostri taccuini, l’ultima volta pochi giorni fa, il primo cittadino ha ribadito il proprio disappunto per il comportamento a suo dire scorretto del consigliere di opposizione, che «nell’intenzione di mettere in difficoltà l’amministrazione crea in realtà enorme imbarazzo e preoccupazione tra i cittadini». Nei confronti di Bruno, che aveva ricoperto anche la carica di vice sindaco nella precedente amministrazione a guida Pandolfi, l’opposizione aveva sollevato una mozione di incompatibilità e ineleggibilità: oggetto della querelle, la Bruno Group Spa di proprietà della famiglia Bruno, che detiene ben il 95% di quote della Cnea Sud s.r.l.; società cui è affidato il servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti e la gestione del sevizio pubblico di erogazione del gas metano distribuito a mezzo rete urbana, per uso domestico, civile, artigianale e commerciale nei paesi di Rotonda, Latronico, Episcopia, Castelluccio Inferiore e Superiore, Viggianello e San Severino Lucano.
Immediatamente il consigliere di maggioranza Bonafine aveva garantito la cessione delle quote societarie contestate in capo al sindaco, ma La Valle aveva presentato un’istanza al Prefetto di Potenza il quale, con nota formale dell’11 agosto 2014, aveva illustrato la corretta procedura da seguire evidenziando che «eventuali rilievi che attengano a presunti vizi di legittimità degli atti adottati potranno essere fatti valere dinanzi agli organi giurisdizionali competenti».
Vale a dire il Tribunale di Lagonegro, contro la cui ordinanza il sindaco ha fatto ricorso in appello. Per festeggiare la buona notizia, appresa mentre era al lavoro negli uffici del municipio, Bruno ha invitato tutti i simpatizzanti del suo movimento politico a cena presso il ristorante Santa Filomena, per celebrare “l’ennesimo trionfo”. Anche il consigliere regionale Mario Polese si è unito al coro dei festeggiamenti, attraverso un post nel quale ha definito Bruno «un giovane amministratore nel quale ho sempre creduto, e la giustizia me lo ha confermato. Ora vai avanti come un treno Rocco – lo ha incitato Polese – Rotonda ha bisogno di te».

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