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Potenza, un'ancora da 50 milioni
C'è tempo fino al 10 agosto

Basilicata

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POTENZA - Circa 50 milioni di euro da rintracciare sul bilancio di assestamento della Regione, per aiutare non solo Potenza, ma anche gli altri comuni in difficoltà, in predissesto, in dissesto e le due Province.
E’ questa la proposta illustrata nella riunione di maggioranza che si è tenuta venerdì pomeriggio, all’indomani della notizia dell’approvazione del “Salva Potenza” in commissione Bilancio del Senato. Un incontro piuttosto informale, a cui non hanno preso parte tutti i consiglieri, ma che è servita a mettere sul piatto i macro numeri dell’àncora di salvataggio che la Regione si appresta a lanciare al capoluogo. I dettagli saranno forniti nei prossimi giorni.
Ma, per ora, chiaro è che il discorso dei fondi della ex card idrocarburi resta sullo sfondo. Quei soldi, materialmente, ancora non ci sono. Ma soprattutto non c’è ancora una valutazione tecnica certa sulla possibilità di indirizzarli sul finanziamento dell’ente in dissesto. E siccome la partita va chiusa entro il 10 agosto, i trasferimenti da garantire, in primis alla città capoluogo, saranno rintracciati sulle entrate correnti.
I proventi delle royalty saranno una sorta di finanziamento indiretto: finendo, in un secondo momento e a seconda delle compatibilità di utilizzo, sui quei capitoli a cui ora vengono sottratte risorse. Non solo. Nella riunione si sarebbe affacciata anche l’ipotesi di un fondo per gli enti locali, ma questa volta finalizzato a premiare i più virtuosi. Più che altro simbolico, chiaramente molto impegnativo del salva dissesto, ma che, probabilmente, servirebbe a esempio a superare le resistenze di alcune parti politiche. Al momento si tratta comunque solo di un’idea.
La proposta complessiva e definitiva verrà ufficializzata all’inizio della settimana, e ora è tutta una questione di tempi. Il Comune di Potenza deve chiudere la nuova ipotesi di bilancio pluriennale perfettamente riequilibrato entro il 10 agosto. Quindi, è necesario che l’assestamento della Regione venga licenziato dal Consiglio prima di quella data. I tempi sono stretti e già montano le polemiche. Gianni Rosa, che non è solo consigliere d’opposizione, ma anche presidente della quarta Commissione, proprio quella che la competenza sul documento finanziario dell’ente, è già sul piede di guerra.
E si sfoga sulla bacheca del collega Galante che nella seduta di consiglio, lunedì prossimo - annuncia - chiederà di accelerare i tempi. «L’assestamento di bilancio - tuona Rosa - é ancora patrimonio della Giunta e di qualche intimo. La rivoluzione pittelliana é solo un banale dispotismo feudale. Questo modus operandi ne é la riprova. Ricordati che noi non siamo in Consiglio solo per alzare la no a comando». La questione è delicata e l’esponente di Fratelli d’Italia rivendica la ristrettezza dei tempi che la Commissione ha a disposizione per l’approvazione. Galante gli ricorda che le ultime buone novità romane sono giunte solo nei giorni scorsi e che quindi non era possibile fare diversamente. Ma Rosa contesta che questo non consentirà un approfondimento adeguato su tutti gli altri capitoli che compongono il bilancio. Insomma, si preannunciano due settimane molti impegnative, sia dal punto di vista amministrativo, che politico.
m.labanca@luedi.it

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