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Programmazione comunitaria: che strategia?
Fondi, idee e il ruolo (importante) del capoluogo

Basilicata

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POTENZA – Il rilancio della Basilicata passa anche dalle infinite possibilità offerte dalla programmazione Ue. In particolare, per Potenza e Matera il budget in campo è di 82,6 milioni di euro – ovvero il 10% della dotazione del programma – da attuare mediante lo strumento dell'Iti (Investimento territoriale integrato).

Si tratta di una somma ingente che potrà essere rimpinguata con le risorse del Fondo sociale europeo (Fse) per interventi mirati in materia di formazione, inserimento al lavoro e altre misure.

Martedì scorso è stata approvata con deliberazione di giunta (n. 911) e inviata alla Commissione europea il giorno seguente la Proposta di Programma operativo Fesr Basilicata 2014/2020. Un corposo documento (270 pagine) che disegna gli ambiti d'intervento di qui al prossimo quinquennio. Inutile dire che si tratta di un periodo di snodo dal momento che abbraccia la data-feticcio del 2019, ma quanto verrà speso porrà le basi per lo sviluppo futuro dell'intera regione — con la speranza che la Basilicata faccia tesoro dei precedenti flop nel mancato utilizzo di fondi rispediti all'Ue. La parola d'ordine è: integrato.

Sfogliando il Por Fesr Basilicata 2014-2020 si nota come, per quanto riguarda gli Investimenti territoriali integrati, al capoluogo viene riconosciuto un ruolo di «polo funzionale» strategico rispetto a Matera e di traino per l'intera regione: «Il sostegno allo sviluppo urbano di Potenza – si legge nel documento redatto dalla giunta – è improntato alla visione di città come “polo funzionale” nel quale si producono servizi avanzati ed innovazioni trasferibili su tutta la regione.

La presenza dell’Unibas, di enti pubblici, di imprese di terziario, la confluenza nella città di un alto numero di “utilizzatori” induce una strategia a sostegno delle attività innovative legate all’economia della conoscenza che assicuri supporto alle imprese, promuova la mobilità sostenibile, rafforzi i servizi di istruzione terziaria e dell’alta formazione, attui la digitalizzazione dei servizi e dei processi per la fruibilità urbana, innalzi i livelli di vivibilità cittadina, il tutto con un riparto di competenze tra Fesr e Fse».

L'Investimento territoriale integrato-urbano è suddiviso in 9 assi: ricerca (5 milioni), Agenda digitale, Competitività (14 mln), Energia e mobilità urbana (27,5 mln),Ambiente (22,1 mln), Trasporto e infrastrutture di rete, Inclusione sociale (10 mln), Istruzione (4 mln) e assistenza tecnica.

Tra gli obiettivi specifici che s'intende attivare con gli Iti sviluppo urbano, accanto alla vivibilità (energia, rifiuti, servizi, infrastrutture) delle due città capoluogo e alla spinta ai sistemi produttivi locali, grande attenzione è data al «miglioramento delle condizioni e degli standard di offerta e fruizione del patrimonio nelle aree di attrazione culturale e naturale».

Nella polarità che individua in Potenza la città dell'innovazione, per Matera «la Regione Basilicata sostiene il percorso di sviluppo pianificato ai fini della candidatura della città quale Capitale Europea della Cultura 2019, sposandone le finalità ed integrandolo con la strategia di sviluppo urbano per il periodo 2014-2020.

Attraverso i fondi Sie sarà attuato un programma che assume la cultura come dimensione strutturante dello sviluppo, che lavora sull’attivazione di nuove filiere creative, su servizi turistici innovativi, sulla cura dei beni culturali da parte delle comunità locali.

In questo quadro di azioni, il Fesr, oltre a sostenere la valorizzazione del patrimonio culturale attraverso l’integrazione con le industrie creative (es. open design ed archivi digitali), darà impulso alla filiera dei servizi e del broadcasting digitale, rafforzerà il connubio tra arte e scienza (es. Centro di Geodesia Spaziale).

Tali azioni, in una logica di “smart community”, sosterranno la mobilità sostenibile, il miglioramento delle condizioni di accessibilità materiale e immateriale, la sperimentazione di soluzioni avanzate in materia di efficientamento energetico e di creazione di imprese innovative. Nel medesimo quadro strategico il Fse potrà elevare l’offerta di istruzione, di formazione, connessa all’industria creativa e alla gestione di percorsi di valorizzazione culturale e turistica in coerenza con gli obiettivi di capacity building di sistema».

Il documento licenziato da via Verrastro fornisce anche un quadro aggiornato delle direttrici produttive e dell’andamento del Pil nel periodo che parte nel 2007, altra data cardine nella programmazione comunitaria.

Al primo punto, la Proposta inviata mercoledì all’Ue disegna la «Strategia per il contributo del programma operativo alla strategia dell’Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e al raggiungimento della coesione economica, sociale e territoriale».

È interessante notare che la parola cultura ricorre ben 115 volte, vale a dire più di una volta ogni due pagine. L’ulteriore segno che, accanto all’automotive e al petrolio, la Basilicata intende puntare sulle proprie risorse immateriali in un mix che valorizzi tanto i luoghi quanto le competenze. La partita è appena iniziata e la vera sfida è riuscire a spendere e farlo bene. L’Europa, oltre a “chiedere”, dà.

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