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De Luca ospite del Pd, bufera a destra
«Solo un saluto, mi rende un pericoloso comunista?»

Basilicata

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POTENZA - «Ho ricevuto un invito dal segretario provinciale di un partito, e sono andato lì per porgere un saluto».
Ma la foto del sindaco di Potenza voluto dal centrodestra, che in piazza Duca della Verdura saluta da un leggìo marchiato Pd, ha fatto il giro delle bacheche in poco tempo, tra amarezza e ironia.

«Davvero? Credo ci sia molta strumentalizzazione in questa polemica», spiega Dario De Luca. «Ripeto, ho portato il saluto in un’iniziativa dove era atteso Roberto Speranza, che è uno dei parlamentari di primo piano della Basilicata. Sono stato cinque minuti e sono andato via. Se questo fa di me un pericoloso comunista».

Ma in quel pezzo di centrodestra che lo ha sostenuto e che non gli perdona un’eccessiva vicinanza alla sinistra, la prospettiva sembra diversa.

«Non esiste - ribadiva su Fb il capogruppo comunale di FdI, Alessandro Galella - un concetto di bene comune conciliabile con la gestione del potere e dei beni comuni del Pd. Quella foto rappresenta tutto ciò che gli elettori di De Luca non avrebbero mai voluto».

Il caso però non dovrebbe dar vita a rotture eclatanti. Fratelli d’Italia non sottrarrà il sostegno al governo di De Luca. Almeno fino a quando il sindaco non «tradirà» con un gesto politico il mandato ricevuto. Se De Luca, insomma, azzerasse la giunta il partito avrebbe ragioni valide per tirarsi indietro, ma così no.

Ora che l’arrivo del commissario in Municipio sembra evitato, con il Salva Potenza quasi legge e la Regione pronta a soccorrere le casse del Comune, la priorità è mettere in sicurezza i conti del capoluogo.

Prima il bilancio riequilibrato, poi tornare al voto, riassumeva Galella.

Il dibattito si è consumato in alcune ore di botta e risposta incrociati, tra bacheche e fotografie commentate. «Che cosa ha fatto di male?»
Nessuno si scandalizzava - suggeriva Rocco Coviello, ex consigliere comunale e uomo di fiducia di De Luca - quando a portare saluti istituzionali agli avversari erano l’ex sindaco Santarsiero o l’ex governatore De Filippo.

Ma - la replica più comune - quel saluto è stato irrituale. Un sindaco in genere porta il saluto ai congressi di partito, non alle iniziative di corrente. Questione di regole non scritte. «Partecipare a una manifestazione pubblica politica, non essendo prevista la presenza istituzionale - ha scritto tra i commenti Luciano Petrullo, portavoce cittadino FdI - significa aderire a quel progetto o comunque condividerne le idee. E una persona di destra non si impegna senza aver chiesto il parere di chi lo ha votato».

Poco più di un anno fa, nella stessa piazza protagonista della kermesse voluta da Area riformista, De Luca chiudeva la campagna elettorale che lo avrebbe portato a indossare la fascia nel capoluogo (ex) bulgaro.

«Davvero, di polemiche non mi occupo», chiude il sindaco. E poi ora il clima a Palazzo di Città è diverso. «Il clima è più sereno, è vero, ma lo era già da un po’ nel mio consiglio comunale. Parlo e lavoro con tanti bravi ragazzi di centrodestra e centrosinistra». Superpartes.

Presto molti di quei ragazzi in una nuova giunta? «Non subito, non è tema in agenda, conti e bilancio sono la priorità. Poi, per rilanciare l’attività amministrativa il ragionamento sull’esecutivo si imporrà inevitabile». Anche perché ci sono deleghe delicate - bilancio e rifiuti su tutte - scoperte, assegnate con interim.

E la città deve ripartire. L’attività amministrativa deve ripartire. Con quali alleanze, è il passo successivo.

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