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«Meno poltrone ma più visione»
Speranza a Potenza riempie la piazza

Basilicata

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POTENZA - Chi si aspettava una kermesse dei rancori e del “io sì e tu no”, avrà lasciato piazza Duca della Verdura a Potenza con un certo malessere. Perchè ieri Roberto Speranza oltre a riempire la piazza ha dato prova di voler davvero costruire l’alternativa a Renzi aprendo alle alleanze e al confronto piuttosto che escludere e strappare.

Speranza ha fatto il leader. Duro contro Renzi a livello nazionale un pò più morbido sul livello regionale. Ma non le ha mandate a dire.

In buona sostanza, ha chiesto al presidente della Regione (renziano) Marcello Pittella un cambio di passo. Impossibile non pensare al rimpasto di giunta. Anche se lo stesso Speranza più volte ha precisato: «Ho un ruolo nazionale. Non mi interessano le poltrone e i discorsi di posizionamento. Per le poltrone andate da altri».

E ha quindi chiarito: «Io vengo spesso in Basilicata e a Potenza. E quello che vedo e trovo non mi piace. Non è la Basilicata che voglio. Dobbiamo fare di più e meglio. Quello che abbiamo fatto finora non va bene».

Un attacco diretto al governatore Pittella? A sentire lo stesso Speranza no: «E’ il mio presidente, ed è il presidente del mio partito». Ma nemmeno ha lesinato critiche. Insomma fuori dal “politichese” la sensazione è che Speranza mostri la mano al presidente Pittella ma non sugli accordi di postazioni quanto di prospettiva: «E’ mancata finora la visione. Io non capisco la Basilicata che vogliamo».

E per rimarcare il messaggio non “distruttivo”, l’ex capogruppo del Pd alla Camera ha spiegato: «Io a Potenza sostenevo il candidato Luigi Petrone. Ha perso e ha vinto De Luca. E io non ho certo bucato il pallone e lasciato la partita. Perchè delle istituzioni bisogna avere rispetto».

Insomma Speranza tranquillizzando De Luca (che pure del Pd non è) lancia messaggi distensivi. Almeno nella forma e nel rispetto dei ruoli. Cosa che comunque era già stata “accolta” dallo stesso De Luca che pure in precedenza era intervenuto complimentandosi con Speranza e e gli organizzatori «per la bella manifestazione» e poi ringraziando tutti i consiglieri regionali del pd che stanno lavorando per il «bene della città».

Nasce un asse fuori dal Pd e trasversale ad Area Riformista? Difficile dirlo. Ma di certo la presenza di Sergio Potenza (Popolari uniti) che pure si è detto pronto a una sinergia apre scenari a un’area politica quella di Speranza che supera pure il Pd per ritrovare le radici dell’Ulivo e del centrosinistra tradizionale.

Ma senza lasciare nulla alle strumentalizzazioni. Speranza infatti ha chiarito: «Amo questo partito e la sua bandiera. Non esiste nessuna ipotesi di scissione. Io voglio lavorare solo a un’alternativa dall’interno». Quindi in tal senso il suo l’auspicio: «Il Pd ha avuto tanti segretari nazionali e altri ne avrà anche dopo Renzi».

Insomma il deputato potentino rilancia e nel frattempo lancia messaggi guadagnandosi numerosi applausi. Ad ascoltare primi i vari interventi e poi il discorso dell’ex capogruppo del Pd alla Camera dei deputati circa 400 persone.

Non tutte del Partito democratico. Una manifestazione quella voluta dal segretario provinciale Antonello Molinari (che durante il proprio intervento di fatto ha anticipato di rimettere il mandato da dirigente di partito nei prossimi giorni) che ha dato spazio al confronto e al dibattito anche fuori dal partito.

Sono intervenuti, infatti, i segretari regionali di Cgil e Cisl, rispettivamente Angelo Summa e Nino Falotico il presidente di “Pensiamo Basilicata”, Paolo Laguardia e il presidente di Confindustria Basilicata, Michele Somma. Tutti si sono detti “grati” per aver potuto partecipare a una iniziativa «che riapre il dibattito in una fase in cui sono mancate finora le occasioni per il confronto».

Summa (Cgil) ha lanciato attacchi chiedendo maggiore concertazione a tutti i soggetti istituzionali e sociali per contrastare la crisi.

Per la Regione in piazza anche diversi consiglieri e non tutti speranziani: oltre al capogruppo dem, Roberto Cifarelli erano presenti Anchille Spada e i renziani Vincenzo Robortella e Vito Giuzio.

Venendo agli interventi, ha parlato anche il segretario provinciale dem di Matera Pasquale Bellitti che ha chiesto più unità a tutto il partito.

Lungo abbraccio invece tra Speranza e Antonello Molinari che nel proprio intervento ha ribadito che non c’è nessuna volontà di esclusione nei confronti di nessuno. Messaggio ovviamente indirizzato a Piero Lacorazza che comunque ieri non si è visto in piazza come nessuno dei suoi fedelissimi. 

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