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Posti dimezzati e già si litiga
Con l’Italicum al massimo 4 parlamentari al Pd

Basilicata

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POTENZA - Nel Pd lucano è in atto una vera e propria guerra che si arricchisce di settimana in settimana di nuovi episodi. Le battaglie ormai non si contano più. Ovunque e in qualsiasi consesso c’è fibrillazione.

La spiegazione “ufficiale” è che dopo le primarie del 2013 con la sconfitta di Lacorazza e la vittoria di Pittella e la nascita di una nuova classe dirigente renziana il Pd lucano non è ancora riuscito a trovare un riassetto della leadership. E ci sta. Ma non basta. Perchè lo scontro in atto attraversa trasversalmente le correnti e genera nuovi “nemici” anche tra chi è sempre stato dalla stessa parte.

Chiaro che al netto delle antipatie il problema è più profondo. E leggendo il prospetto pubblicato alcuni giorni fa in uno studio (per uso interno) della Camera dei deputati rispetto all’assegnazione dei seggi e al numero di parlamentari assegnati a ciascuna regione tutto diventa più chiaro. Le poltrone da parlamentare per i lucani saranno (secondo lo studio riservato ai deputati della Camera) solo sei. Meno della metà di quelli eletti nel 2013: tra deputati e senatori la Basilicata oggi conta 13 parlamentari.

Ma c’è di più. Restringendo il campo al Pd i prossimi eletti saranno solo tre. Giusto la metà di quelli eletti solo 2 anni fa. Cioè se si fosse votato allora con lo schema immaginato da Renzi solo tre tra Bubbico, Speranza, Margiotta, Antezza, Folino e Fattorini (quota nazionale) sarebbero stati eletti. Sarebbe stato uno scontro epocale. Rinviato.

Perchè se davvero l’Italicum diventerà legge gli aspiranti parlamentari per il prossimo giro non sono certo diminuiti. E considerando che agli uscenti si potrebbero aggiungere anche De Filippo, Lacorazza e Pittella per citarne solo tre si comprende come l’aria che si respira oggi nel Pd lucano è fin troppo “respirabile”.

Ma c’è di più. Il Pd lucano ne eleggerebbe tre (4 solo se si superasse il 40 per cento a livello nazionale) qualora vincesse Renzi o chi per lui del candidato premier del centrosinistra. Dovesse invece vincere il Movimento 5 Stelle o la coalizione di centrodestra il Pd lucano al netto del risultato lucano passerebbe a due soli parlamentari. Ma addirittura potrebbe scattare anche un solo seggio per il Pd lucano.

Lo studio (riservato) della Camera è corredata da una serie di tabelle con tutte le varie eventualità. E si passa dall’ipotesi di addirittura 4 parlamentari grillini se vincesse Grillo con 1 a testa tra Pd e centrodestra.

Di certo c’è chi in casa dem fa gli scongiuri ma questo è quanto emerge dai prospetti non di qualche associazione bensì dai calcoli della Camera dei deputati. Un altro esempio preso dal passato: nel 2008 quando vinse il Pdl di Berlusconi gli eletti con l’Italicum sarebbero stati divisi con tre al centrodestra, due al centrosinistra e uno alla sinitra (allora non in alleanza con l’Ulivo).
Insomma in futuro nessuno è più certo di nulla.

E quindi vista in questa logica non sorprende di certo il malessere di Folino piuttosto che lo strappo tra Speranza e Lacorazza. La sensazione è che sia già partito il “si salvi chi può”.

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