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Bilancio, si tenta la via della proroga
Priorità ai conti, il rimpasto slitta a settembre

Basilicata

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POTENZA - Il tempo, al momento, sembra l’ostacolo da superare. Fa quasi più paura delle divisioni politiche e delle polemiche che pure stanno accompagnando l’iter di approvazione della manovra finanziaria lucana e il fondo di sostegno al capoluogo. Una cifra pari a circa 32 milioni di euro, spalmata su tre anni, che dovrebbe salvare la città di Potenza dal commissariamento.

Sempre che il consiglio regionale dica sì alla previsione contenuta nell’assestamento. E sempre che - ma appare un risultato scontato - oggi la Camera dei deputati approvi il decreto Enti locali, su cui il Governo ha apposto la fiducia.

Il provvedimento, che contiene alcune modifiche al Testo unico sugli enti locali (compresa la possibilità di riequilibrare il disavanzo in quattro anni), diventerà così legge.

Sono le due condizioni principali nel percorso di “salvezza” della consiliatura potentina; ma vanno incastrate in una cornice temporale molto rigida. Il prossimo 10 agosto scadranno i termini concessi dal Viminale al Comune capoluogo per proporre una nuova ipotesi di bilancio, finalmente accoglibile dal ministero degli Interni. Il consiglio comunale dovrà approvare il provvedimento entro questa scadenza, ma potrà farlo solo dopo il via libera del consiglio regionale agli stanziamenti.

A viale Verrastro assicurano che l’assestamento sarà chiuso entro fine settimana (già oggi dovrebbe esserci l’ultima votazione con le commissioni congiunte sulle parti della manovra dedicate agli enti locali, Province e Comune di Potenza compresi). La conferenza dei capigruppo in regione detterà oggi i tempi del dibattito.

A Palazzo di Città sembrano fiduciosi, ma nel frattempo hanno attivato una linea di dialogo con la direzione generale del Viminale per cercare di incassare un’apertura sulle scadenze. L’idea è quella di chiedere in modo formale una proroga, da giustificare proprio con la complessità dell’incastro tra la votazione romana e quella a viale Verrastro.

Il sindaco di Potenza De Luca e il presidente del consiglio comunale Petrone, le cariche istituzionali rappresentative dell’intera comunità, potrebbero chiedere al Viminale qualche giorno in più. Giusto il tempo utile ad aspettare che il decreto Enti locali, convertito in legge, diventi esecutivo dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

La priorità contabile al momento è l’oggetto di tutte le discussioni, più o meno pubbliche, collegate alla tenuta politica del Comune potentino.

Al di là delle dichiarazioni e delle indiscrezioni sul prossimo rimpasto - quanti assessori a seconda dell’area Pd? alleanze con chi? centro destra dentro o fuori? - anche De Luca sembra aver messo un freno a ogni chiacchierata sul tema.

Il tavolo con le forze presenti in consiglio comunale, che dovranno sostenere la fase due di questa consiliatura sarà aperto con tutta probabilità dopo l’estate.

A settembre si aprirà una discussione che vedrà il centrosinistra (il Pd soprattutto) impegnato a rideterminare gli equilibri e le alleanze interne su più fronti, anche quello regionale. Potenza farà parte del quadro generale.

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