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Se la città si salva con il baratto amministrativo
Mozione a favore dei cittadini a basso reddito

Basilicata

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POTENZA - Si chiama “Mano tesa al cittadino – Baratto amministrativo” la mozione presentata, ieri mattina a Potenza, dal consigliere comunale Antonio Vigilante. Per illustrarla, il consigliere eletto nella “Lista civica per la città”, ha convocato una conferenza stampa nella sede del Movimento, in viale Dante. «Il cosiddetto Sblocca Italia – ha spiegato Vigilante presentando la mozione – all’articolo 24, prevede misure di agevolazione economica per i cittadini che s’impegnano a prestare il loro servizio per il Comune di residenza». Così, stando alla legge nazionale, Imu, Tasi e Tari potrebbero essere corrisposte mediante lavori di potatura alberi, manutenzione stradale e servizi generici resi al Comune.

«Il baratto amministrativo – ha spiegato il consigliere comunale – è uno strumento che consente ai cittadini bisognosi di pagare tasse e tributi con il proprio lavoro». In altre parole, attraverso contributi “socialmente utili”, il cittadino che per problemi economici non riesce a far fronte al pagamento delle tasse, può assolvere all’adempimento di queste eseguendo opere di manutenzione o riqualificazione. Il baratto amministrativo potrebbe risultare, stando a quanto spiegato dall’esponente di “Lista civica per la città”, doppiamente vantaggioso per il territorio.

«I contribuenti in difficoltà – ha detto Vigilante – potrebbero assolvere ai loro doveri e il Comune usufruire di questa forza lavoro, il tutto in un periodo in cui scarseggiano risorse, le assunzioni sono bloccate ed i risparmi e tagli nella gestione amministrativa rendono determinate attività di difficile svolgimento».

La proposta di Vigilante, però, non si ferma alla sola messa in pratica dell’articolo 24 dello Sblocca Italia.

«Come “Lista civica per la città” – ha spiegato Vigilante – siamo in contatto con professionisti del settore economia, quali Nino Galloni, per affiancare la proposta del baratto amministrativo a quella ben più complessa ma utile della moneta parallel». In pratica, così come già è avvenuto in Germania e Grecia, Potenza vorrebbe proporsi come primo comune italiano in cui adottare nuovi metodi di pagamento.

«Si tratterebbe – ha spiegato Vigilante – di cartolarizzare le cedole ottenute mediante i lavori socialmente utili».

Cedole spendibili non solo per pagare servizi comunali, quali tasse, mense scolastiche e trasporti urbani, ma anche nelle attività commerciali del territorio. «Un metodo efficace – ha concluso – per aumentare la liquidità e migliorare i servizi di tutta la città».

Si tratterebbe, nel caso in cui la proposta della “moneta parallela” dovesse andare a buon fine, del primo esperimento in Italia di adozione di moneta “alternativa” ma per la messa in pratica di questa soluzione il percorso è ancora lungo. Più attuabile pare essere, invece, il baratto amministrativo che «se opportunamente regolarizzato – è emerso nel corso della conferenza stampa – potrebbe essere accettato dall’amministrazione comunale».

I cittadini potrebbero aderire su base volontaria, ma dovrà essere il Comune a definire, «con apposita delibera, criteri e condizioni per la realizzazione degli interventi ma anche per l’accettazione delle domande pervenute».

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