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L'ANALISI
Sud piagnone? Nessun alibi

Basilicata

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ILLUSTRE presidente Renzi, è molto facile lanciare moniti e scomuniche sui meridionali. E' particolarmente odioso il fatto che lei faccia questo solo di fronte al disastro, peraltro annunciato, del rapporto Svimez. Il che dimostra quanto lei ignori le difficoltà che fanno pensare, a molti come lei, che il Sud è una palla al piede del Paese. Se si continua a discutere con luoghi comuni non ci sarà mai una sperata alba nuova per le comunità del sud. E' vero: basta con i piagnistei nel Mezzogiorno. Come non darle ragione? Ma se ci sono lacrime che si versano, ci saranno pure cause che le determinano.

L'altro giorno mi è capitato di dover utilizzare un treno per raggiungere amici nel basso Cilento. Sono stato ospitato in una carrozza affollata, senza aria condizionata, con la gente che si dava spintoni per recuperare qualche centimetro di spazio.

Giunto a destinazione ho avvertito un senso di liberazione, mi sono affrancato da una terribile angoscia e ho ritenuto giusto, per non subire lo stesso calvario al ritorno, profittare di un passaggio in auto offertomi da un amico.

Ed è qui che alla disperazione, che pensavo di aver finalmente superato, si è aggiunto un altro dramma: la Cilentana, strada a scorrimento veloce, era interrotta. Non una spiegazione sul perché, non una motivazione che desse ragione di una strada d'improvviso non più percorribile. A questo punto ho cominciato ad imprecare. Lei direbbe a fare il piagnisteo. Mi era già capitato tempo fa di dover partire con urgenza da Napoli per raggiungere Reggio Calabria. Ad un certo punto l'autostrada si interrompeva per la caduta di un ponte che dovrebbe unire il Nord con il Sud. Lo sanno bene quanti, in questa calda estate, vengono "giù" per godersi un periodo di vacanze. E' per loro, ma anche per chi parte da Napoli, come entrare in un girone dell'inferno dantesco. Già. Partire da Napoli e raggiungere la vicina Bari è anche in questo caso un'impresa. Da anni si parla di Alta velocità, di distanze che si ridurranno, ma sono solo parole. Di fatto è ancora tutto fermo, mentre si accelera per trivellare vaste aree alla ricerca del petrolio. Caro Matteo Renzi, il Sud è ricco di risorse idriche. Una sola provincia, l'Irpinia, disseta ben quattro regioni: Molise, Basilicata, Puglia e Campania.

Ma le reti idriche sono un colabrodo e l'acqua si perde per rivoli e sentieri. Potrei andare avanti ancora con molti altri esempi per dimostrare che la radice del male non è proprio, o solo, nel Mezzogiorno lagnoso e piagnone. Certo c' è una grave questione non risolta che riguarda la legalità.

Ci sono organizzazioni malavitose che rendono prigioniero il territorio meridionale. Questo è vero, ma la comunità disagiata non trovando risposte dallo Stato, continua a essere lasciata nel bisogno, diventando facile preda del reclutamento della camorra.

Non bastano magistrati, poliziotti, carabinieri, istituzioni trasparenti, una informazione coraggiosa per vincere i poteri criminali se essi, come sempre più spesso accade, sono infiltrati nelle istituzioni, fanno parte di quella malapolitica che ormai spazia dal Nord e al Sud. Questi poteri vanno sconfitti con la capacità di creare lavoro e occupazione, sottraendo al malaffare intere generazioni disperate.

Il Sud è stanco di registrare chiusure di capannoni, di aziende, di attività economiche costruite con il sudore. E' stanco delle continue processioni presso il Ministero per lo sviluppo per difendere il posto di lavoro. Caro Renzi lei si propone come un politico decisionista. E in questa direzione ha già ottenuto risultati soddisfacenti.

Anche se non sempre e tra molti contrasti. Ma mai per il Mezzogiorno. Che ha utilizzato, invece, come spot per inaugurare qualche nuova fabbrica di eccellenza o per portare alla ribalta un altro Sud, quello della innovazione che è il risultato della genialità meridionale.

Qui ci sono i forestali che si tolgono la vita (altro che favola assistenziale) perchè non vedono un euro da anni nonostante il loro lavoro, qui c'erano, una volta, le energie intellettuali che avrebbero potuto contribuire a dare una svolta al Sud "piagnone", ma sono stati costretti a fuggire perchè i loro appelli si sono scontrati con uno Stato sordo ad ogni tipo di istanza. Per non fare piagnistei, questi giovani oggi fanno la fortuna di altri Paesi, dalla Germania agli Stati Uniti, dalla Cina al Giappone.

Certo, una politica per il Sud non c’è.

La classe dirigente meridionale è quasi sempre trasformista e clientelare. Lei dice che per cambiare il Paese occorre agire tenendo la barra diritta sulla questione morale. Per cambiare il Sud è proprio da qui che bisogna partire.

E poichè lei è alla guida del partito che ha maggiori responsabilità di governo nel Paese, il Pd, dovrebbe cominciare a riflettere sul fatto che il Pd nel Mezzogiorno accusa gravissimi ritardi. La novità, per ora solo elettorale, è nel cambio della guida delle regioni meridionali.

Ma queste regioni e i loro governatori non possono essere lasciati soli. Non basta solo l’identificazione politica, occorre un coro di impegno tra governo centrale ed enti meridionali. La svolta è possibile solo se, superando i luoghi comuni e le frasi ad effetto, si cominciano a realizzare fatti. Sono i soli che cancellano i piagnistei. Mi creda.

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