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«La classe dirigente ha le sue colpe»
Due o tre cose sul Sud nella festa Pd

Basilicata

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BRIENZA - «Non si può negare che in Parlamento spiri un certo vento antimeridionalista, anche all’interno dello stesso Partito democratico. E se lo chiedete a quei parlamentari, vi risponderanno che al Sud sono arrivate le stesse risorse che al Nord, con risultati però ben diversi, per responsabilità di chi li ha amministrati. Non si può dire che abbiano tutti i torti. Attenti, quindi, ad addossare le colpe esclusivamente a un Governo “disattento”».

A portare a Brienza il sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, nei giorni caldi del nuovo dibattito sul Sud, è l’iniziativa voluta dall’amministrazione comunale e dal circolo del Pd. Dopo 17 anni di attesa, finalmente si avvia a realizzazione la variante della città burgentina, con il completamento del sesto lotto della statale 95. Ed è di questo che si parla nell’incontro con la cittadinanza.

Ma la presenza dell’autorevole esponente di Governo è occasione per entrare nel cuore della discussione che da giorni tiene banco nell’agenda politica nazionale, dopo il recente rapporto Svimez che ha fotografato un Mezzogiorno che se la passa molto male. «Certo - commenta il sottosegretario - non si può certo dire che lo Svimez abbia scoperto qualcosa di nuovo.

Non credo che tra di voi ci sia qualcuno - dice, rivolgendosi al pubblico presente - che pensava che Brienza fosse come Cortina. Non ci voleva certo il rapporto dell’associazione per lo sviluppo dell’industria a farci sapere quello che ognuno di noi sa molto bene». Di professione avvocato, per di più penalista, eletto nelle fila del Partito democratico, arriva da quello stesso Sud (precisamente da Benevento) che lunedì sera lo ha ascoltato in piazza.

«Sono un uomo come voi», dice più volte lui, prima di mettere il dito in una piaga storica di questa parte della Penisola. Per dirla in parole povere, come dare torto a chi addita una certa classe dirigente meridionale, incapace di programmare, spendere e far fine le risorse sulle opere e, peggio ancora, nelle tasche giuste.

Ma a tenere banco in queste ore nella scottante discussione sulle infrastrutture al Mezzogiorno, ci sono anche i 12,3 miliardo di euro che rischiano di tornare indietro a Bruxelles perché ancora non spesi, del vecchio programma 2007-2013.

«Un ministro per il Sud? Francamente non penso che questa possa rappresentare la soluzione a tutti i mali. Se non altro mi sembra molto fumosa e poca pratica. Diverso è invece immaginare qualcosa di simile all’ottimo lavoro che ha fatto Fabrizio Barca in qualità di titolare delle politiche di Coesione».

Ma nella comunità che da anni attende il completamento della variante della Tito Brienza, il sottosegretario non può che soffermarsi sulla portata dell’opera che sta per compiersi, «soprattutto grazie al zampino», dirà il sindaco Donato Distefano: più di 100 milioni di euro, per un investimento che, in questo momento, non ha molti pari.

Il che non basta - secondo il deputato Vincenzo Folino - a lavare la coscienza di un Governo - non solo di quello attuale, ma di molti esecutivi da un pò di anni a questa parte - che hanno di fatto dimenticato e mortificato il Mezzogiorno. Smonta il ragionamento dell’«amico» Del Basso De Caro elencando la lunga lista di impegni non mantenuti al Sud e soprattutto in Basilicata, «a dispetto dei progetti che avevamo portato avanti con l’ex governatore De Filippo». E anche dalla piazza di Brienza - dove inizialmente era atteso Roberto Speranza, assente per un concomitante impegno istituzionale in Puglia - torna a recriminare l’arroganza del presidente del Consiglio e segretario di partito con conosce la concertazioni con territori e i livelli istituzionali.

C’è una direzione nazionale di partito convocata per il 7 agosto in cui, all’ordine del giorno c’è proprio la patata bollente mezzogiorno: «Vedremo cosa avrà da dire».

All’assessore regionale, Aldo Berlinguer, spetta l’elenco delle richiesta che la Regione ha presentato al ministro Delrio, in occasione della recente visita a Matera, anche in vista della sfida della capitale della cultura 2019. Dagli interventi di viabilità, al rafforzamento della tratta ferroviaria Taranto-Roma. «Una partita che a mio avviso è a portata di mano, su cui abbiamo riscontrato una buona disponibilità da parte del ministro».

C’è il tasto dolente di una regione senza aeroporti. E l’assessore torna a insistere su quello che potrebbe rappresentare la riconversione dell’aviosuperficie di Pisticci. Ma sul punto ribatte il presidente del Consiglio, Piero Lacorazza che dice: «Credo che se davvero si vuole ottenere qualcosa bisogna insistere e concentrarsi su quello che è realmente possibile ottenere. Non è mia abitudine e non credo sia fruttuoso parlare di quello che difficilmente potrebbe trovare attuazione». Poi propone il tema della concertazione fra regioni del Sud nella programmazione dei nuovi fondi europei.

«Non si può pensare che quello che accade a Brienza sia svincolato da quello che accade a esempio nel vallo di Diano».

Ci sono anche i saluti del presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi e del segretario provinciale del Partito democratico, Antonello Molinari. Nel corso degli interventi, introdotti dal segretario cittadini di partito Gabriele Viggiano e dal primo cittadino Donato Distefano, non manca qualche voce critica di una piazza che - a Brienza, come altrove - fa fatica a riannodare i fili della fiducia con una politica avvertita come distante. Ma il confronto è anche questo. E nella città del castello Caracciolo la presenza del sottosegretario De Caro è stata una bella occasione per confrontarsi su temi che vanno ben oltre la sola dimensione locale.

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