Salta al contenuto principale

Fronte comune dei capigruppo Pd
Primo appuntamento al Nazareno

Basilicata

Tempo di lettura: 
1 minuto 45 secondi

NON solo i governatori del Sud, con in testa il presidente pugliese Michele Emiliano che sulla nuova questione meridionale esplosa dopo l’ultimo rapporto Svimez prepara l’offensiva contro il Governo per chiedere più attenzione per il Meridione. Ora anche i capigruppo Pd dei Consigli regionali di Sicilia, Sardegna, Calabria, Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata si mettono insieme per rivendicare la ragioni di un Sud unico e unito. E’ di iniziativa del presidente del Partito democratico dell’Assise siciliana, Antonello Cracolici il coordinamento che verrà costituito domani a Roma, in vista dell’attesa riunione del Nazareno convocata dal segretario Renzi. Una direzione nazionale straordinaria, prima della pausa estiva, proprio per discutere della questione Mezzogiorno, voluta da premier e segretario anche a seguito dell’appello di Roberto Saviano lanciato dalle pagine di Repubblica. Una riunione di partito che si preannuncia dal clima molto teso. Dalla quale, però, dovrebbero emergere le “contromisure” immaginate dal Governo. Tra queste, anche l’ipotesi, come si è ampiamente scritto in questi giorni di ministro per il Mezzogiorno. Al momento, però, non si tratta che di indiscrezioni. Quel che è certo è che in direzione, Renzi dovrà fare i conti con almeno due governatori forti, quali sono Emiliano e De Luca, del suo stesso partito, che sul tema sono pronti a dare battaglia.
I capigruppo del Mezzogiorno di sono dati appuntamento alle ore 11 nella sede del PD al Nazareno. E ci sarà anche il lucano, Roberto Cifarelli. «Il coordinamento - ha spiegato il presidente del gruppo al Consiglio siciliano, Cracolici - deve servire a confrontarci e mettere a punto un’iniziativa comune nelle singole Regioni, nei confronti del governo nazionale e del Partito Democratico. Il Mezzogiorno deve recuperare la sua 'unicità' che in questi anni è stata in parte vanificata da localismi e dalla velleitaria interpretazione della coesistenza di 'tanti Sud’. E’ ora che il Sud si svegli: rappresentiamo oltre 23 milioni di italiani, adesso è il tempo di far sentire la nostra voce». 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?