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Referendum, fuga in avanti di Lacorazza
«Giusto il dialogo istituzionale»

Basilicata

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POTENZA - All’indomani dell’approvazione in Consiglio regionale del ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto attuativo dell’articolo 38 dello Sblocca Italia, il presidente del Consiglio regionale, Piero Lacorazza torna a insistere sulla necessità dei referendum antitrivelle, promuovendo una campagna unitaria per definire insieme il testo della proposta abrogativa del decreto convertito in legge a novembre scorso.

Il presidente ha anche annunciato di voler scrivere ai presidenti dei Consigli regionali per concordare i quesiti da sottoporre alla diretta consultazione popolare. Iniziativa che Lacorazza ha presentato nella conferenza dei capigruppo.

Solo una settimana fa, al termine dei diversi incontri con i governatori dl Sud e, successivamente, con il sottosegretario Vicari, il presidente Pittella aveva dichiarato di non essere contrario alla via del referendum, ma di voler tentare prima la via del dialogo con Roma. Rinviando, quindi, la questione, a dopo la pausa estiva, quando i presidenti del Mezzogiorno torneranno a incontrarsi a Bari, in occasione della Fiera del Levante.

Posizione che aveva molto irritato l’opposizione, in primis il movimento 5 stelle.

Ora Lacorazza tenta la fuga in avanti su quello che è diventato il nuovo tema di confronto scontro fuori e dentro il partito. «È giusto il dialogo tra istituzioni. Ma il confronto può continuare anche dopo il deposito dei quesiti referendari», ha commentato con un tweet che rimarca la differenza di visione rispetto a quella del governatore.

E il presidente del Consiglio - che ieri ha dedicato vari tweet all’argomento - pensa soprattutto a un referendum sulla riforma del Titolo V della Costituzione, con cui verrà nuovamente accentrata la competenza a decidere sulla questione energetica, a discapito degli Enti locali.
«Regioni e territori - ha commentato ancora sul social network - non possono essere schiacciati da decisioni nazionali. Su questo uniamoci per questi referendari». 

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