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Finalmente Renzi scopre Matera
E sullo Sblocca Italia non molla

Basilicata

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POTENZA - «Penso a tutto ciò che è quella straordinaria esperienza di Matera e penso a come potrà venire fuori». E ancora: «Sono stato solo 8 giorni ministro interim alle Infrastrure e l’unica cosa che sono riuscito a fare è forzare sulla Bari - Matera. Matera è una storia meravigliosa. E’ un racconto straordindario di come è cambiato un pezzo di Basilicata e un pezzo di Sud. Certo se poi non ci si arriva nemmeno in treno diventa una contradizione. C’è un trenino, una sorta di cimelio storico. Abbiamo una grande opportunità».
Parole di Matteo Renzi ieri durante la Direzione nazionale del Partito democratico. Il premier e segretario nazionale del Pd ha parlato del Sud e di come rilanciare il Paese attraverso una risalita del Mezzogiorno. E lo ha fatto parlando di esempi concreti. In questo molti spunti sono sati a favore della Basilicata. Nominando dal palco il presidente della Regione Basilicata per nome, Marcello ha lanciato Matera 2019 di fatto prendendo l’impegno a portare le Fs nella città dei Sassi.
Ma non solo. Matteo Renzi ha parlato della Sata: «A Melfi dove piaccia o non piaccia si costruiscono le Jeep per gli Stati uniti. Questa cosa che dalla Basilicata partono delle auto per l’America mi fa impazzire. Ho visto un’innovazione tecnologica eccezionale».
Insomma Mezzogiorno ma anche tanta Basilicata nelle parole del premier. Ovviamente ha avuto “carezze” per tutte le regioni e moltissime località. Ad ogni modo non ha nemmeno evitato di puntare i piedi sullo Sblocca Italia. Che Renzi difende e che esalta. Come quando ha dichiarato: «Non si può fare un racconto macchiettistico dello Sblocca Italia per cui sembra una trivella selvaggia ovunque. Non c'è nessuna trivella autorizzata dallo Sblocca Italia. Stiamo chiedendo di verificare se ci sono spazi per la ricerca e l’esplorazione. Che nell’Adriatico si intervenga nella parte croata e balcanica e da noi non si possa fare ricerca è una contraddizione in termini».
E quindi poi su termini più generali Renzi ha lanciato l’idea di «un masterplan a settembre per il Sud, cercando di sbrogliare anche la complicata matassa dei quasi 100 miliardi di fondi Ue non spesi».
Un netto no quindi è arrivato da Renzi al Sud dei piagnistei: «Io non dico che non ci si può lamentare. Ma dico che una volta lamentati bisogna lavorare per risolvere i problemi e non continuare a piangere per ragioni correntizie».
Alla fine il segretario nazionale ha anche risposto direttamente a Speranza che in precedenza aveva chiesto una sterzata delle politiche del governo (vedere pagina 7 ndr). Queste le parole del premier: «Dico a Roberto: sterzata no, gruppo di lavoro sì. Sterzata no perché vorrebbe dire o che fino a oggi stavamo fermi o che dobbiamo girare rispetto a una direzione che invece è giusta».
Nel dibattito conseguente non sono mancati “colpi bassi” tra lo stesso Speranza e poi Pittella che ha replicato stizzito pur non citando il deputato.
Della Basilicata quindi hanno parlato direttamente o facendo riferimenti anche i governatori di Puglia e Campania. Emiliano chiamando in causa il governatore lucano: «Io e Marcello Pittella abbiamo provato a discutere con il Ministero la questione delle trivelle. Non lo facciano con piagnistei ma portando le nostre convinzioni di chi è stato eletto da poco ma che ha la convinzione che il Pd sia l'unica risposta possibile». De Luca invece attribuendo a Giustino Fortunato (insieme a De Sanctis) valore assoluto sulla “questione meridionale”.
Commenti negativi invece da parte di due deputati lucani di opposizione. Per Cosimo Latronico (FI), « è singolare leggere dei presidenti delle Regioni del Sud che sul territorio organizzano marce e proteste contro Renzi sulle trivelle, sulle questioni energetiche ed ambientali, dicendosi pronti ai moti rivoluzionari, ed in direzione del Pd inneggiano ad intese catartiche con il governo». Durissima Mirella Liuzzi (M5s) che ha tuonato su Twitter: «Mentire, mentire, mentire. Spudoratamente bugiardi su petrolio, trivellazioni e Sblocca Italia».

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