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Le vie alternative al Salva Potenza
Rosa (FdI): «Il fondo perequativo nel silenzio dell'aula»

Basilicata

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POTENZA - Se anche l’Anci protesta, dicono da Fratelli d’Italia, la loro proposta era forse più che sensata. Ma nessuno ha voluto prenderla in considerazione. Non per tempo, almeno.
L’ironia precede l’attacco con cui il consigliere regionale Gianni Rosa (FdI) spiega di aver fatto nella sede opportuna - il consiglio regionale - la denuncia sui criteri discriminatori di selezione dei Comuni a cui assegnare un contributo economico.
Continua così aspro il dibattito politico sulla manovra di assestamento di bilancio, che ha assegnato circa 70 milioni di euro al capitolo intitolato “coesione istituzionale”: un fondo per andare in soccorso del capoluogo e di altri pochi municipi in difficoltà finanziaria.
Rosa parte dalle critiche fatte da Salvatore Adduce, presidente Anci, sui criteri «incomprensibili» con cui sono stati indirizzati gli aiuti. Usando in alcuni casi il peso fiscale generato dall’Imu agricola come “scusa”.
Il governatore Marcello Pittella, nel corso del dibattito organizzato ieri a Trecchina coi direttori delle testate locali, ha risposto agli attacchi Anci: «Capisco certe dinamiche, ma simili accuse le rinvio pari pari al mittente: non sono state scelte di geopolitica». Di più: «Anche lo scorso anno abbiamo sostenuto alcuni Municipi, come Matera. Perché l’Anci non protestava all’epoca?».
Fratelli d’Italia ricorda di aver proposto una soluzione diversa: un fondo di perequazione in favore di tutti e 131 i Comuni lucani attivato con le entrate proprie della Regione. «Un fondo stabile, con criteri certi, che avrebbe assicurato nel tempo, a tutti i Comuni, un’attenzione finanziaria da parte della Regione. Pittella ha rigettato la nostra proposta senza un minimo di dibattito e nel silenzio generale dei colleghi che, oggi, quasi a fare ammenda della vergognosa posizione di supinità alle scelte imposte dal governatore, parlano di aprire il dialogo con i Comuni».
Sul tema è intervenuto anche il presidente del consiglio regionale, Piero Lacorazza (Pd), che ha fatto alcune proposte. «Un fondo unico per gli enti locali organizzato per fasce di abitanti e criteri oggettivi e perequativi che possano misurarsi su fabbisogni a costi standard, su servizi e diritti di cittadinanza».
Nell’idea lanciata da Lacorazza, «il fondo dovrebbe avere una parte relativa alla spese corrente e criteri per le spese d’investimento legate anche a fondi diversi da quelli del bilancio regionale».
Il presidente del consiglio ha inoltre fatto un riferimento alle strategie territoriali regionali, sempre in tema di coesione. «La nuova programmazione regionale è un po’ fragile nella parte relativa all’autonomia e alla responsabilità degli enti locali per lo sviluppo del territorio». E per i capoluoghi? «Sulle città, Potenza e Matera, ci sono più margini di recupero».
La valutazione ex post è un richiamo anche all’istituzione e alla rappresentanza territoriale: «Sarebbe stato necessario un maggior protagonismo dell’Anci in questi mesi anche sullo #sbloccaitalia». In generale, «mi pare giusto - conclude Lacorazza - il confronto e l’eventuale valutazione in legge di stabilità 2016 di un tagliando per le decisioni assunte». Lacorazza ne ha per Adduce («Siamo a una condivisione del 90/95% della manovra di assestamento sugli enti locali e parla di aumento della distanza tra cittadini ed istituzioni?»); per il sindaco di Melfi Livio Valvano, molto critico sul SalvaPotenza («Spero legga con attenzione tutto, proprio tutto, a proposito dei “sì” espressi»), e per il Pd («Quando sarà il tempo del dibattito?»).
Quello sul SalvaPotenza e i fondi ai Comuni andrà avanti ancora a lungo. Nel frattempo, Gianni Rosa ne approfitta per sottolineare: «Troppo comoda come posizione, oggi, quando qualcuno protesta. Troppo tardi, si perde altro tempo». E a Lacorazza ricorda che era in aula durante l’assestamento. «Dovrebbe dimostrare un po’ più di coraggio e ammettere che anche lui ha taciuto».

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