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Pittella sfida anche la pioggia per raccontare
la sua bella stagione

Basilicata

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TRECCHINA - Il dialogo pubblico con i direttori delle testate locali lo ha voluto per fare il punto su quella che ha chiamato #labellastagione.

Un nuovo corso? Una strategia? Nell’ultima direzione nazionale del Pd, quella dedicata al Mezzogiorno, lo aveva detto che questo Paese ha bisogno di un po’ più di gioia, troppa tristezza non permette di guardare al futuro. «Sono un medico - ha spiegato ieri - sono ottimista per forza. Se un paziente sta male, il sorriso aiuta».

Ed è quella la direttrice su cui Marcello Pittella si incammina toccando politica, partito, ambiente, fondi e petrolio, praticamente la sua idea di Basilicata spiegata seguendo il filo delle domande. A Trecchina ha incontrato i direttori delle testate locali, la pioggia ha imposto un veloce cambio di location.

L’impatto è con la attualità di partito, con quel centrosinistra che troppo spesso mostra tensione, col Pd in perenne fibrillazione.
Come sarà definita la rappresentanza del prossimo esecutivo?

«Ma vi sembro uno da manuale cencelli?», ha risposto.

Certo, è innegabile il clima burrascoso che si respira nel partito. Il deputato Vincenzo Folino, per esempio, ha più volte espresso malcontento, sembra quasi pronto a dire addio al partito.

«Folino è sull’uscio da quando lo conosco - ha detto Pittella - e questa cosa non fa bene al partito».
In generale, pensando al Pd, ha aggiunto critico: «La cultura dalemiana è finita».

Pittella è renziano. Ma questo, ha aggiunto, non limita l’autonomia di scelta sulla regione.

È tornato così sul petrolio e sulle estrazioni. «Lo dico da sempre che sono contrario alle trivelle in mare, da sempre».
Proprio ieri è arrivata la notizia della mobilitazione in Abruzzo, dove il governo è intenzionato a dar corso alle ricerche in mare, con la piattaforma Ombrina: sono scesi in piazza in tanti.

E in Basilicata? «Ripeto il mio no: sono un presidente renziano, ma non vuol dire debba dire sempre sì al premier».

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