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Pittella e Adduce, la guerra continua
L'inattesa tempesta di Ferragosto nel Pd lucano

Basilicata

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POTENZA - Continua a godersi le vacanze al Santa Venere a Maratea con figli e famiglia il presidente della Regione. La decisione ufficiale è quella di non replicare alle accuse di Salvatore Adduce. Ma chi lo conosce fa poca fatica a immaginare l’irritazione del governatore Marcello Pittella. E, infatti, da fonti a lui vicine arrivano reazioni piccate che parlano di un presidente irritato non tanto per le parole di Adduce quanto per una lettura di tutta la vicenda a “senso unico”.
Chi sta vicino in questi giorni al presidente della Regione ricostruisce i mesi e le settimane precedenti alle elezioni materane in maniera totalmente diversa da quanto “fotografato” da Adduce.
In primis viene ricordato che Pittella, da eletto presidente della Regione proprio attraverso lo strumento delle Primarie, non poteva forzare su una scelta di candidatura per la poltrona di sindaco della Città dei Sassi che non fosse “certificata” dalle stesse primarie.
Tanto che viene aggiunto e “ricordato” che proprio ad Adduce come “uscita di sicurezza” era stato offerto un posto da assessore regionale. Questa è cronaca. Infatti la notizia fu riportata a più riprese in quelle settimane: il Pd non riusciva a fare sintesi e in coppia con Luca Braia (poi nominato comunqure assessore) Marcello Pittella aveva proposto l’idea di nominare Adduce che avrebbe dovuto ritirarsi dalla corsa per la fascia tricolore bis.
Proposta “cordialmente” - raccontano le fonti pittelliane - rimandate al mittente. A qualche mese di distanza e all’ennesimo attacco di Adduce, la frase che viene attributita a Marcello Pittella in vacanza è: «Chi è causa del suo mal pianga se stesso».
Ovviamente la querelle non si chiude con una frase. Il punto è che se da parte del governatore non ci sono commenti e reazioni ufficiali dal suo entourage invece, c’è molta voglia di “dire pane al pane e vino al vino”. In buona sostanza viene sottolineato come il presidente della Regione in più di un’occasione avesse avvertito del rischio della sconfitta. Il tutto anche in una lettera “riservata” inviata a Luongo in cui in sintesi veniva detto: “I sondaggi e il clima non sono buoni. Cerchiamo una soluzione alternativa altrimenti poi non venite ad accusare me”.
Perchè non è certo un mistero - ricordano sempre le fonti pittelliane doc - che prima sondaggi (fatti a fine 2014) e poi poche settimane prima delle candidature ufficiali davano il sindaco uscente in svantaggio di circa 10 punti percentuali. «Cosa che - viene sottolineato - che puntualmente si è verificata».
Ma c’è di più. Pittella non parla. Ma le fonti a lui fedeli sì. E quindi emerge una sorta di elenco dei “rammarichi”. Come quelle due candidature «rifiutate in extremis da Adduce». Anche in questo caso la cronaca ci era già arrivata. Si parla ovviamente di Angelo Lapolla e Rossella Rubino (questa per un caso di omonimia di un altro candidato consigliere comunale adduciano) che esclusi dalla lista del Pd del sindaco uscente si candidarono con De Ruggieri ottenendo in due oltre mille voti.
Insomma dagli ambienti vicini a Marcello Pittella viene fatta la lista degli errori commessi dal Pd luonghiano e da Adduce: «Ora è troppo facile dare la colpa a Pittella». In ogni caso la questione è tesa. Non erano state digerite nemmeno le frasi di Adduce quando da presidente dell’Anci Basilicata subito dopo l’Assestamento di bilancio approvato dalla Regione tuonò contro il presidente per «scelte non concordate». Ora il vaso sembra colmo davvero. E c’è subito chi ricorda ad Adduce «che la presidenza dell’Anci regionale ora che non è più sindaco nemmeno gli spetterebbe». In realtà il presidente dell’Anci è sempre stato o il sindaco di Potenza o quello di Matera. La postazione quindi spetterebbe a Dario De Luca o Raffaello De Ruggieri che per questioni amministrative già bollenti non fanno in questo momento la corsa alla presidenza dell’Associazione dei Comuni lucani. «Adduce quindi, “tuonano” i pittelliani sarebbe un privilegiato a sedere su una poltrona che non gli spetta». Questo sembra un avvertimento perchè come è chiaro tutto può cambiare in un attimo: basterebbe convocare l’assemblea dell’Anci e Adduce non potrebbe esserne parte. Intanto c’è anche chi ipotizza che l’ex sindaco possa aver alzato tutto questo polverone perchè mirerebbe alla presidenza della Fondazione Matera 2019 tanto più che De Ruggieri avrebbe confidato di farsi indietro volentieri. Ma anche in questo caso, chi conosce Pittella avverte: «Se Adduce pensa di guadagnarsi quel posto minacciando non conosce il governatore». Insomma una cosa è certa: i veleni nel Pd lucano non si placano nemmeno in pieno agosto.

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