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I veleni e le accuse nel Pd avanti anche a Ferragosto
Adduce: «Pittella costruisce un blocco alternativo»

Basilicata

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MATERA - La politica dei veleni non si ferma, neppure a Ferragosto. Il protagonista, ancora una volta, è l’ex sindaco di Matera, Salvatore Adduce, il quale commentando un twitt del blog HyperBros, non ha perso l’occasione per lanciare ulteriori bordate al presidente Marcello Pittella. “Sta costruendo un blocco alternativo al Pd -twitta Adduce- un pò di socialisti, un pò di destra, un pò di civici (Tosto), un pò...”. Tutto nasce dal provocatorio rilancio del blog sulle parole di Pittella a Piero Lacorazza: “Non si può essere di guerra e di governo”, decriptano con: “Devi deciderti a baciare l’anello”. Sul merito Adduce ricorda che: “...avevamo un partito per coloro che non hanno mai baciato anelli”, e poi: “Pittella ha costruito la sconfitta (vittoria) sistematicamente, meraviglia la funzione di alcuni renziani materani”.
Parole come pietre, che Adduce spiega meglio al Quotidiano, non prima di aver ricordato che nella sua dichiarazione dei redditi, ha regolarmente destinato il 2 per mille al Partito democratico, «un segnale concreto più di mille parole, non so in quanti lo abbiano fatto», ricorda.
Sul tema caldo di quello che ormai passerà alla storia come il “caso Matera”, Adduce non ha dubbi: «I renziani hanno voluto fare un asse privilegiato con Tosto; per questo avrebbero voluto che io mi facessi da parte, ma non è avvenuto, quindi con la complicità di personaggi come il consigliere Bradascio, eletto sotto le insegne araldiche della famiglia Pittella, e di Angelo Tortorelli, hanno organizzato la spallata a una compagine già di per sè forte, come dimostrato al primo turno. E’ necessario che il caso Matera porti all’apertura di un confronto serio nel Pd regionale, per fare chiarezza; lo si deve agli elettori, che sono rimasti disorientati nel vedere la frittata fatta per la città dei Sassi, a cui comunque si potrebbe ancora rimediare».
Adduce non ha più sentito Pittella da quell’ormai lontano 12 giugno, quando il presidente è stato con lui sul palco, per uno degli ultimi comizi decisivi. «Avevo messo in guardia tutti dal primo momento -si sfoga ancora Adduce- quando avevo notato una certa agitazione tra i renziani di Matera, dopo la richiesta di Primarie presentata da Tosto; allora io chiesi: ma che c’entra Tosto? Poi, in occasione delle Primarie per l’elezione del segretario regionale Pd, abbiamo nuovamente notato la frequentazione invasiva di Tosto. E’ singolare che un personaggio come quello, ancorchè bancarottiere, entri nel Pd per animarne le fila, dopo che per cinque anni ha cercato di buttarmi a terra. Persino Buccico si è fatto infinocchiare. E’ singolare che l’amicizia spettacolare tra Pittella e Tortorelli abbia portato a questo esito elettorale, invece che a quello più naturale». Poi torna sulle lacrime di Pittella, ricordando la celebre canzone: «Ho visto un re che piangeva...e fotteva. -aggiunge provocatoriamente- Abbiamo lavorato cinque anni per tenere alto l’onore di Matera e della regione, ma evidentemente altri hanno ritenuto si potesse chiudere diversamente questa esperienza».
Quindi il piano politico della questione: «Io non faccio parte dell’Assemblea regionale del Pd, ma credo che il caso Matera dovesse essere prepotentemente all’ordine del giorno, invece si parlato di tutt’altro, nulla di reale e concreto. Stiamo davanti alla costituzione di un blocco politico che non ha nulla a che vedere con il Partito democratico. Allora mi chiedo cosa sia successo nelle segrete stanze, neppure tanto segrete, che abbia provocato il disastro a Matera; ma si dovrebbe parlare anche del “caso Potenza”, che mi sembra anche abbastanza eloquente.
Il punto è che è stato organizzato un agguato ai miei danni, per arrivare sistematicamente a questo risultato. Io dovevo andar via, perchè incompatibile con la famiglia Tosto in asse con Pittella.
Oggi la mia battaglia dovrebbe passare nel partito, affinchè si faccia chiarezza, perchè io e gli elettori dobbiamo sapere con chi abbiamo a che fare. Quella di Matera doveva essere una passeggiata trionfalistica, invece si è voluto consegnare la città ad una coalizione di centrodestra, perchè tale è nell’immaginario collettivo».
Non mancano le bordate alla sinistra, cosiddetta “dura e pura”: «Occorre sempre guardarsi da questi signori -ha detto senza mezzi termini Adduce- perchè sono coloro che fanno più gli sporcaccioni, andando con Fratelli d’Italia, Forza Italia e persino vecchi simulacri del Movimento sociale. L’area massimalista della sinistra ha sempre impedito le riforme. Il Pd oggi non può derubricare il caso Matera a una questione di masseria, non può farlo dopo cinque anni di mio intenso lavoro h24; anche il segretario Antonio Luongo deve fare la sua parte per avviare l’operazione chiarezza».
Insomma un Ferragosto caldo per la politica lucana, , a dispetto dei capricci meteorologici, con un Pd sempre più “galattico”, nel senso letterale del termine.
a.corrado@luedi.it

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