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Trivelle nello Ionio, la Puglia dà battaglia
Ma Emiliano sposa la linea Pittella

Basilicata

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UNA catena umana di persone che ieri mattina sono tornate a darsi appuntamento in una delle più note località del Salento, Pescoluse, per dire “no” alle trivelle in mare e soprattutto per contestate il decreto interministeriale con cui, lo scorso giugno, è stato dato il via libera al permesso di ricerca della Enel Longanosi. Lo scopo era coinvolgere migliaia di cittadini e soprattutto i tanti bagnati che in questo periodo affollano la zona. Con in testa gli amministratori dei comuni di capo Leuca e i gestori dei lidi. Insomma, una manifestazione ben diversa da quella che solo un mese fa si è tenuta a Pisticci che ha fatto registrare un successo di presenze, e nel corso della quale sono piuvute le contestazioni contro i tre governatori di Basilicata, Puglia e Calabria, Pittella, Emiliano e Oliveiro.
Prima la conferenza stampa, nel corso della quale è stata spiegata l’importanza del referendum per abrogare alcuni articoli dello Sblocca Italia e dei ricorsi presentati dalla Regione Puglia contro i decreti del ministero dell’Ambiente che autorizzano le ricerche di petrolio nel mare Jonio. Una posizione, quella del referendum, da subito sposta anche dal “sindaco di Puglia”, Michele Emiliano. Solo che, il governatore pugliese, inizialmente pronto a dare cruenta battaglia, con tutti i mezzi a disposizione, al Governo Renzi sulla questione petrolio, ora sembra essersi spostato su una posizione maggiormente dialogante. Il presidente pugliese, così come fatto dalla Basilicata, ha presentato ricorso al Tar Lazio contro il decreto interministeriale dello scorso giugno e - come ha fatto sapere lo tesso Emiliano - ha sottoscritto il referendum per chiedere l’abrogazione di alcuni articoli dello Sblocca Italia. Ma sposando la linea chepoi è quella collega lucano, Marcello Pittella, che da priorità alla via della mediazione. «Il referendum chiesto dalle Regioni - ha spiegato nei giorni scorsi - è una extrema ratio, io sarei felice di trovare un accordo per una moratoria». Insomma, anche il governatore pugliese sembra alla fine aver spostao una posizione più morbida rispetto a quella annunciata inizialmente, ribadita anche nel comizio della manifestazione di Policoro. Tanto che, il consigliere Rosa, querelato da Emiliano dopo che, il consigliere regionale di Fdi l’aveva definito buffone, si toglie subito il sassolino dalla scarpa. «Altro che “Bella ciao” - commenta l’esponente di opposizione, riferendosi al canto antifascista intonato dall’ ex sindaco di Bari sul palco di Policoro - Quello - continua Rosa - era un "Ciao Belli. Vi stiamo prendendo in giro. Lo avevamo detto allora. Lo diciamo anche adesso: come possono Pittella ed Emiliano difendere il nostro territorio se lo hanno già s-venduto? Ecco la dimostrazione. Ed eravamo noi i quattro buffoni». Ma c’è un’altra parola che ora torna spesso nei discorsi di Emiliano contro le trivelle che minacciano il mare pugliese, non solo lo Jonio, ma anche l’Adriatico.
Ed è: moratoria. Da raggiungere con una sorta di accordo con Renzi e i suoi ministri, bloccando le trivelle, ma senza scivolare nello scontro istituzionale.
Per usare le sue stesse parole, «il referendum chiesto dalle Regioni apre uno scontro istituzionale col governo assai dannoso per tutti».
Nel frattempo, però, la via (“quella dei rimedi estremi” secondo Emiliano e Pittella) della consultazione popolare per abrogare parti del decreto la legge risoprannominata “Sblocca Trivelle” va avanti. Con l’iniziativa promossa dai comitati civatiani “Possibile” e, in parallelo, l’iniziativa di 5 regioni hanno già scelto di percorrere questa strada. E ieri, anche nel lido Melograno, sulla spiaggia Bufaloria a Scanzano, c’è stata una protesta molto colorata contro le trivelle nelle Jonio: a manifestare, in costume da bagno, sono stati i bambini.

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