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La critica su più fronti di Enzo Acito
"La Tari è una mazzata che non finisce"

Basilicata

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«La politica deve prendere in mano la situazione, dire in che direzione si va sui rifiuti come sui progetti del Fondo di coesione e sviluppo che rischiano di andare persi». Il richiamo deciso è di Enzo Acito presidente di Confapi Matera che segnala alcune difficoltà e alcuni dubbi riguardanti il bilancio che andrà in approvazione domani e la sfida più importante con oltre venti milioni di risorse che senza progettazione e appalto immediato rischiano di andare perse. «Sulla Tari la cosa più evidenteè che la struttura fornisce dei dati che non sono esattamente chiari e comprensibili, bisognerebbe capire come si arriva a questo risultato. C’è la presa d’atto di una spesa che passa da 4,5 milioni a 11 e non può essere solo il frutto del trasporto. Tra l’altro nel bilancio triennale che il Comune prevede il provvedimento sulla Tari non è una tantum ma è confermato di 11,9 milioni nel 2015 e 11,1 nel 2016 e 2017. Insomma quella spesa viene confermata, anche senza trasporto per gli anni successivi» spiega Acito sottolineando di fatto come non si tratti esclusivamente di un conteggio rispetto a quanto detto dal dirigente ma anche di una previsione sulle cifre che bisognerà impiegare per il futuro. «Io non credo che non ci sia un indirizzo politico in questo provvedimento e comunque l’indirizzo politico ci dovrebbe essere, ad esempio si andrà ad affidare da metà settembre un appalto per dividere l’indifferenziato tutto insieme e poi si procede con la strategia del multimateriale, due operazioni diverse che non lasciano intendere in quale direzione il Comune di Matera vuole muoversi per il prossimo futuro con una piattaforma multimateriale e il trattamento dell’indifferenziato che non sono facilmente compatibili».
Acito non manca anche di fare delle obiezioni sui numeri forniti dal dirigente Montemurro rispetto alla Tari: «si tratta di un servizio esternalizzato che viene distinto dalla gestione interna e si approva l’uno così come l’altro, ci sono questioni e problemi irrosolti e più volte sollevati come le imprese di La Martella che pagano due volte la Tari, c’è una cifra di 350.000 euro di spese riferite alla fine del 2014. Numeri da capire e da spiegare». Di fronte all’obiezione che l’aumento comunque ci sarebbe Acito chiarisce: «l’aumento magari ci può anche essere comunque ma è possibile che la proporzione sia diversa che non parliamo di un servizio che costa quasi 12 milioni ma di uno che ne costa 8-9 con un aumento che dal 70 può scendere non so al 40-50 per cento. La realtà è che non si tampona la situazione esistente ma si procede semplicemente alla cristallizzazione delle spese che vengono confermate anche per gli anni futuri».
Ancora più netta è la posizione di Confapi con riferimento al rischio di perdita dei fondi derivanti dall’Fsc: «noi abbiamo pochi mesi per procedere a progetto esecutivo, autorizzazioni relativi, progetto definitivo, appalto e cantierizzazione dell’opera. Se lo facciamo entro giugno c’è una penale minima da sopportare ma la struttura comunale non è in grado di sopportare questo lavoro ed allora la politica con coraggio deve prendere in mano la situazione. Non è facile ma è necessario per arrivare al risultato, bisogna procedere in maniera trasparente e così come previsto dalla legge all’esternalizzazione dei progetti a professionisti che possano garantire il rispetto dei tempi, la struttura pubblica deve verificare, controllare il lavoro di questi professionisti ma se è necessario bisogna creare venti diverse linee di lavoro che possano portare alla progettazione delle diverse opere.
Cosa che permetterebbe di dare ossigeno al lavoro di molti professionisti e di completare i progetti senza perdere risorse. Ma l’indirizzo deve darlo, nei termini previsti dalla legge ma con il coraggio di queste scelte la politica, non può essere la struttura interna a dover definire queste tempistiche perchè altrimenti il completamento di tutti quei progetti sarà di fatto impossibile».
Enzo Acito fornisce elementi importanti per la discussione che si andrà a sviluppare su due argomenti fondamentali nelle prossime ore.
La Tari i cui numeri non sciolgono tutti i dubbi ma che soprattutto non pare essere un provvedimento una tantum e poi la necessità di una progettazione esterna per completare i progetti già finanziati dall’Fsc.

p.quarto@luedi.it

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