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Tra sessismo e gergo calcistico
La politica lucana è riservata agli uomini

Basilicata

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Un consigliere regionale, Benedetto, si sveglia al mattino e consiglia di applicare alla politica lucana il codice Balotelli. Come se stessimo parlando del codice giustinianeo. Il presidente del Consiglio regionale, Lacorazza, che da tempo ha ingaggiato la sua personale battaglia contro i giornalisti, ci accusa di guardare dal buco della serratura spiegando che ci appassioniamo ai retroscena e non ai fatti. La verità è che, da otto anni che osservo la politica lucana, essa mi sembra sempre di più un ballo a cerchio di soli uomini, una decina di uomini che si avvicendano nel gioco delle coppie e litigano a chi ce l'ha più lungo.

La politica lucana è profondamente maschilista, anzi sessista, nella cultura, nei comportamenti, nel linguaggio e persino nei lapsus. Le donne sono corredo, di cui si sente la necessità per mettere a posto la pratica dovuta della parità di genere, spesso eterodirette, complementari e mai autonome. Ciò che altrove è persino ovvio, in Basilicata diventa una fatica. Perciò la politica si parla addosso, con linguaggio calcistico, con allusioni, con ostentazione di superiorità, con aggressiva contrapposizione e marcatura dell'avversario. Questa società non sarà mai evoluta e veramente libera se non ci libereremo di questa imbarazzante e ristretta municipalità di soli uomini.

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