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Bilancio, il consigliere Bianchi attacca l’ex sindaco
«Scontiamo gli errori fatti da lui nel suo mandato»

Basilicata

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MATERA - La questione bilancio, continua a tenere banco nel dibattito politico cittadino, dopo l’approvazione del documento finanziario, venerdì a tarda notte.

L’opposizione di centrosinistra, guidata dall’ex sindaco Salvatore Adduce, ha abbandonato l’aula, attirando una serie di critiche e commenti.

Come quella del consigliere di “Matera si Muove”, Angelo Bianchi, secondo cui, «è da reputarsi irresponsabile e distruttivo l’atteggiamento tenuto dalla minoranza, in particolare dal consigliere Adduce, durante la seduta del Consiglio in cui è stato approvato il bilancio di previsione. Un bilancio che è figlio della precedente amministrazione -chiarisce Bianchi- già speso per otto dodicesimi e che rispecchia appieno la situazione in cui versa il Comune, le cui responsabilità non possono certo ricadere sul nuovo governo cittadino bensì su quello precedente, appunto guidato da Adduce. La maggioranza ha dato prova di granitica compattezza, votando un bilancio che, data la ristrettezza dei tempi e la situazione ereditata, non ha consentito di elaborare soluzioni alternative».

Secondo Bianchi, «quella registrata in consiglio comunale non è stata una normale attività di opposizione; l’ostruzionismo visto in aula, fatto di intimidazioni e pressioni per un bilancio di previsione che si sarebbe dovuto approvare nell’arco di un pomeriggio, è un atteggiamento al limite dell’eversione.

Credo che ad Adduce bruci ancora la sconfitta elettorale, frutto esclusivo del suo fallimento politico, della sua incapacità a governare un processo di cambiamento che la città chiedeva già da tempo e che non è stato colto nel segno. Ci si aspettava un atteggiamento diverso, visti i proclami fatti da Adduce in uno dei primi consigli comunali. L’opposizione costruttiva, pronta a collaborare, è rimasta solo nelle dichiarazioni e stenta a mettersi in pratica. -dice perentorio Bianchi- Durante la seduta consiliare, la minoranza ha parlato di inadempienze e ritardi della nuova amministrazione, nell’adozione di un bilancio che andava approvato nei termini previsti dalle norme. Ci vorrebbe un minimo di onestà in questi casi, perché se l’opposizione parlasse sul serio il linguaggio dell’onestà si conterebbe fino a dieci prima di sparare nel mucchio.

Adduce, però, deve sapere che chi critica gli altri di ritardi e inadempienze deve essere stato molto più adempiente ed efficiente degli altri, e questo alla città non risulta. Infatti, viene da chiedersi come mai il governo Adduce non ha approvato la Tari nel momento in cui ha deliberato con la sua giunta (fine aprile 2015) un aumento di 400.000 euro al mese occorrenti per il conferimento dei rifiuti urbani in altre discariche, mentre oggi grida alla città che le aliquote non si possono aumentare, eppure lui ne ha avuto tempi e modi giusti per farlo.

Il governo Adduce ha avuto a disposizione un intero mandato, per ripensare e porre rimedio alle politiche ambientali, per di più riguardanti un nuovo modello di gestione dei rifiuti urbani, a partire dal problema della discarica cittadina e finendo alle incapacità e debolezze interlocutorie che la precedente amministrazione ha evidenziato nei rapporti tra Regione e Provincia. Se questi sono i problemi che Adduce ci ha dato in lascito, farebbe bene ad ammettere, senza colpo ferire ma con molto coraggio e onestà, le incongruenze e le inefficienze del proprio mandato amministrativo. Sulla scorta di una infondata eccezione pregiudiziale sollevata in merito alla mancata approvazione nei termini di legge delle aliquote sui tributi locali, Adduce ha cercato di impedire a questa nuova maggioranza di traghettare il momento di transizione verso nuove prospettive di sviluppo della città, impedendole in ogni modo di completare un processo di equilibrio dei conti economici e ad impegnare il governo guidato dal sindaco De Ruggieri nella redazione di un nuovo documento economico che sia più equo per le fasce sociali e meno oppressivo dal punto di vista fiscale per i cittadini.

La maggioranza non ha abboccato al “trappolone” tattico pensato da Adduce e ha tirato dritto per la sua strada, assumendosi le proprie responsabilità, senza lasciarsi intimidire dai proclami sconcertanti di Adduce di “congelare” il consiglio comunale e ogni sua attività amministrativa e costituire un “comitato di guerra” per affrontare emergenze che a me, personalmente, sfuggono così come esulano dalla capacità si riflessione di ogni cittadino comune. Il “tattico” Adduce, quindi, è stato pienamente sconfessato e sconfitto dalla volontà di una maggioranza di guardare avanti e continuare sul percorso di cambiamento che la città ha intrapreso, consapevole del ruolo strategico che la nomina a capitale della cultura europea 2019 gli ha assegnato. Credo che Adduce e la sua minoranza -conclude Bianchi- dovrebbero, una volta per tutte, mettere da parte il livore da campagna post elettorale, un viurs dal quale puntualmente si fanno infettare ad ogni seduta consiliare e svolgere quel ruolo di opposizione costruttiva e collaborativa che lui stesso ha evocato all’inizio della consigliatura».

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