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Sud snobbato alla festa dell’Unità
Il Pd relega il tema in un seminario

Basilicata

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TREDICI giorni di festa, tantissimi eventi in programma, centinaia di politici, amministratori e intellettuali a parlare degli svariati argomenti di attualità e non, e solo un piccolo convegno dedicato al Sud, per altro fissato in agenda per le 10 di sabato mattina. Così la festa nazionale dell’Unità che dallo scorso 25 agosto si sta svolgendo a Milano derubrica a quisquilie la delicatissima “questione Mezzogiorno”.

E va bene che siamo in pieno Nord, ma pensare di ridurre a un piccolo seminario quello che, in quest’ultima estate, è tornato a essere il terreno di confronto-scontro tra i più caldi del momento, nella festa per eccellenza di quella sinistra che dovrebbe avere a cuore certi argomenti, non poteva passare inosservato. Tanto più che sabato 5, a parlare di Sud, alle 10 del mattino, non ci saranno i governatori nel Mezzogiorno. Da programma ufficiale, parteciperanno al seminario la deputata renziana, di origini calabresi, Stefania Covello, che alla Leopolda ha curato la sezione “fondi europei”, l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, anche lui cosentino, Federico Pirro, docente di Storia dell’industria all’Università di Bari e consigliere Svimez e il vicepresidente di Confindustria, con delega al Mezzogiorno, Alessandro Laterza. A coordinare i lavori, la governatrice del Friuli Venezia Giulia e vice segretario del Pd, Debora Serracchiani.

Chiamati a intervenire, anche dei non meglio specificati amministratori del Partito democratico, ma di certo non è prevista la presenza dei presidenti del Sud. E comunque il seminario non sarà il convegno di punta nella giornata che anticipa la chiusura di domenica affidata Matteo Renzi.

Gli occhi, infatti, sono tutti puntati sugli appuntamenti della serata: il primo alle 18 e 30 su “Amministrare l’Italia, tra governance e strumenti” con Piero Morando, Piero Fassino e Filippo Taddei. E, ancora di più, quello delle 21, dal titolo, “La nuova politica, tra partiti e leadership, con Lorenzo Guerini, Matteo Orfini, Gianni Cuperlo e anche il lucano Roberto Speranza.

Segno evidente che, nell’agenda del Pd, quella meridionale continua a essere questione di second’ordine. A dispetto degli impegni assunti dal premier e segretario di partito lo scorso 7 agosto nella direzione convocata ad hoc, dopo i dati del rapporto Svimez.

Nell’attesa del masterplan annunciato da Renzi per la ripresa dalla pausa estiva, che dovrebbe contenere le principali proposte per questa parte, “dimenticata”, del Paese, il partito “snobba” la questione che da settimane anima il dibattito pubblico locale. Non è certo un buon segnale per le legittime attese dei governatori del Sud, ai quali non rimane che aspettare l’appuntamento del 18 settembre a Bari per la fiera del Levante.

Ci sarà anche Renzi, ma, ancora una volta, la questione Sud rimane relegata al Sud.

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