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Così si apre la vertenza sul Mezzogiorno
Il Sud secondo chi può immaginarne lo sviluppo

Basilicata

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POTENZA - Non hanno scelto a caso il titolo della terza festa regionale, in Cgil. Perché se di Sud si parla con i toni e il metodo del “laboratorio”, allora vuol dire che in fondo al percorso ci sono obiettivi e speranza.

#laboratoriosud è la cornice in cui ieri è cominciata la terza festa regionale del sindacato che proprio da Potenza lancia la sua vertenza nazionale sul Mezzogiorno.

Lo farà oggi il segretario regionale Angelo Summa, accompagnato dalla segretaria generale Susanna Camusso, in un dibattito che vedrà confrontarsi sei governatore. Il vicedirettore del Corsera, Antonio Polito, intervisterà Marcello Pittella, Michele Emiliano (Puglia), Vincenzo De Luca (Campania), Mario Oliveiro (Calabria), Luciano D’Alfonso (Abruzzo) e Francesco Pigliaru (Sardegna).

«Se parliamo di vertenza - spiega Summa - è perché è evidente che il problema c’è». Da troppo tempo il Sud è stato «derubricato» rispetto all’agenda nazionale.

«Il #laboratoriosud nasce per riportare il dibattito al centro della riflessione collettiva e riprendere a ragionare sul Mezzogiorno che è troppo povere, senza infrastrutture, che rischia id perdere persino la vera risorsa, i propri giovani».

La prima giornata della festa è stata occasione di confronto su Europa, infrastrutture, coesione sociale. E la Basilicata può avere ruolo non marginale, ha spiegato il viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini.

Certo, è questione che tiene dentro mille responsabilità. «Su tutte - ha aggiunto Summa - quella della classe dirigente. Ma siamo tutti chiamati a essere responsabili». Oltre le contrapposizioni e i luoghi comuni, la promessa della Cgil è di tenere dentro questa riflessione istituzioni, parti sciali, in generale, cittadini.

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