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«Dopo Expo è su Matera che scommette l’Italia»
Nencini conferma gli impegni sullo sviluppo

Basilicata

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POTENZA - In viaggio per il Sud. Il viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini arriva a Matera, Lauria, Latronico e poi a Potenza per partecipare oggi alla festa della Cgil. Affabile come consuetudine, l'esponente del governo Renzi - e leader nazionale dei socialisti – parla di strade, treni e del progetto di rendere la Basilicata realmente strategica nei collegamenti tra i due mari. A sentire il secondo padrone di casa del dicastero alle Infrastrutture (il primo è il ministro renzianissimo Delrio) i tempi in cui Cristo si fermava a Eboli stanno definitivamente per essere superati dalla storia.
Si parte con la curiosità – rivelazione importante: «Prima di partire sono stato dal Presidente della Repubblica. Abbiamo parlato del mio viaggio in Basilicata e mi ha detto di portare i suoi più sinceri auguri a Matera per la sfida di capitale europea della cultura 2019». A Roma come a Bruxelles la Basilicata, oggi, è prima di tutto la città dei Sassi e la sfida da vincere da qui a quattro anni.
Una sfida non solo regionale. Nencini focalizza: «Nei prossimi fondi europei con un miliardo e 800 milioni di investimento sono previste 5 grandi infrastrutture per il Sud. La Basilicata è all'interno di questi, ma soprattutto la gran parte degli investimenti verrà fuori dai Pon. Si tratta di una filiera che riguarda l'Anas e una che riguarda le ferrovie. L'obiettivo è far si che quello che è successo per l'Expò di Milano, che è stata un'ottima carta di identità per l'Italia nel mondo, quattro anni dopo avvenga a Matera e quindi in Basilicata e quindi nel Sud. Vogliamo che Matera 2019 sia il nostro passaporto internazionale dell'Italia nel mondo. Naturalmente per far questo, tra le altre cose, bisogna dotarsi anche di buone infrastrutture».

Anche perché per ammissione dello stesso Renzi è incomprensibile come Matera ancora non sia raggiunta dai treni…
«Conosco il problema. Sulle ferrovie comunque ci sono già in piedi una serie di opere. Partiamo dalla Potenza – Foggia dove ci sono già 200 milioni finanziati, tutto per l'ammodernamento. Fal, Matera – Bari 153 milioni di finanziamento di cui disponibili, mi pare, già 78. C'è quindi una terza ipotesi che riguarda indirettamente Matera che è il potenziamento della linea ferroviaria Potenza – Roma per abbassare di netto i tempi di percorrenza. Una questione di cui abbiamo discusso con l'assessore regionale Berlinguer. L'operazione ipotizzata accelererebbe di oltre un'ora la percorrenza con l'acquisto di due treni veloci che servirebbero appunto per migliorare il servizio. Scenderemmo quindi a circa tre ore di viaggio per raggiungere Roma da Potenza o viceversa. Matera in questo caso sarebbe raggiunta dai mezzi attuali da Potenza, sui cui comunque ci sarebbe il vantaggio dell'ora guadagnata. Contestualmente a questo pacchetto di misure parte anche la velocizzazione della linea adriatica, Bologna – Ancona – Lecce. Tra Bari e Bologna la velocizzazione comporta un guadagno in termini di tempo di una quarantina di minuti abbondanti. Ci sarebbe quindi da una parte per la dorsale tirrenica un guadagno di un'ora di tempo. Dall'altra parte una riduzione di 40 minuti fino a Bari tale da rendere meno disagevole l'arrivo a Matera capitale della Cultura. Altro intervento, questo solo materano, è quello per l'area metropolitana dove sono già stati finanziati 3 milioni e 800 mila euro. E poi c'è una perla…»

Cioè cosa?
«Dentro il provvedimento che riguarda il Piano aeroportuale Italia come è noto non ci sono aeroporti in Basilicata. Ma abbiamo inserito una disposizione che dice esattamente questo: si stimola a lavorare per trasformare la pista di Pisticci, “Enrico Mattei” e renderla adeguata in modo che nulla osterebbe nel trasferirla nell'elenco degli aeroporti nazionali. Insomma si da la possibilità allo scalo lucano di accedere, quando raggiungerà la condizioni richieste, nell'elenco di infrastrutture nazionali».
Un passo indietro. Ma non c'è nulla sulla linea ferroviaria delle Fs, Bari – Altamura – Matera?
«Stiamo lavorando sul progetto».
E per le strade cosa è previsto?
«La buona notizia riguarda la Bradanica. Buona notizia perché entro il mese di settembre l'Anas ha assunto l'impegno a risolvere il contenzioso amministrativo con l'impresa e quindi dovrebbere essere ripresi in maniera accelerata i lavori. Sulla Basentana invece si conferma l'investimento di 53 milioni di euro e le assicuro che è stata finanziata la progettazione. Un altro progetto è quello che il presidente della Regione, Pittella, chiama “complanare”. Cioè il completamento del terzo lotto stradale Matera – Altamura. Anche in questo caso si stabilisce che resta competenza dell'Anas la realizzazione dell'opera provvisoria e si procede con la progettazione. Questo è l'accordo preso con il caro amico mio presidente Pittella. E aggiungerei anche la Matera – Ferrandina dove c'è già il progetto finanziato».
Se tutto fosse confermato sarebbe un passo avanti importante per la Basilicata…
«Farebbe bingo come si dice».
Intanto rimane l'aspirazione di diventare regione cerniera del Sud. Possibile o meglio realizzabile?
«Possibile e auspicabile. Dirò di più. E' un ruolo questo che sarebbe importante per l'intero Mezzogiorno. Non a caso va in questa direzione anche il finanziamento della Bari – Napoli. Crediamo fondamentale creare collegamenti tra i due mari non in verticale ma in orizzontale. Ci sono del resto tutta una serie di provvedimenti che vanno appunto nella direzione di guardare ormai all'Italia tra Tirreno ed Adriatico. E la Basilicata da questo punto di vista è la regione cerniera naturale».
Ma questo si può anche leggere come una risposta del governo alle sollecitazioni del territorio che chiede attenzioni in cambio delle estrazioni e della fornitura di energia per tutto il Paese?
«Questo sicuramente. Diciamo però che c'è un piano più complessivo che investe con decisione sul Mezzogiorno. Perché se noi non riusciamo a colmare la forbice che esiste tra Nord e Sud ne va della crescita dell'intero Paese. Il Sud ha la metà del Pil del Nord. Questo non è più tollerabile».

Un fiorentinissimo (come spesso è definito dai giornali nazionali) e cioè un uomo del Nord come legge la questione meridionale mai risolta da 150 anni a questa parte?
«Io la vedo dal punto di vista personale con affetto profondo. Perché la tata dei miei figli è una ragazza di Laurenzana che si chiama Grazia. Da un punto di vista storico secondo me il Mezzogiorno d'Italia sconta due aspetti negativi che non ha avuto il Nord. La mancanza delle città, perché il Sud ha avuto dall'unità d'Italia a oggi solo due grandi città che sono Napoli e Palermo. Ed è nella città che si fa la conoscenza e si fondano le ragioni della libertà. La seconda ragione è che mentre il latifondo del Centro – Nord ha aiutato il capitale a crescere ed è diventato esso stesso capitale, nel Sud è rimasto troppo a lungo rendita. Questi i due fattori principali. Poi ci sono altre motivazioni come una larghissima evasione fiscale, una economia sommersa profonda e anche un minor rinnovamento delle classi dirigenti, e parlo di classi dirigenti in maniera trasversale».
Lei a Potenza sarà ospite della Cgil. Una platea non semplice. Il segretario cigiellino Angelo Summa in una recente intervista ha puntato il dito anche contro le troppe morti bianche sui cantieri. In passato lei è stato sensibile al tema; ora cosa può aggiungere?
«Ho fatto una legge apposita in Toscana qualche anno fa. Credo che le regioni possano legiferare sul tema per combattere questo dramma gravissimo. Parlo soprattutto della parte dei controlli sui cantieri in maniera allargata. Ma c'è anche un aspetto più complesso: nei momenti di crisi la gente è disposta ad accettare qualsiasi tipo di lavoro. Anche i più pericolosi. Questo fa sì che si allarghi il sommerso, e nel sommerso si allarga il pozzo nero della illegalità e dall'altro la minore possibilità delle tutele e della sicurezza. Serve uno sforzo da parte di tutti».
Una domanda al segretario nazionale del Psi. In Basilicata il suo partito alle regionali è stato secondo solo al Pd. Ora che si parla di rimpasto di Giunta regionale ha richieste di assessorati?
«Non ho informazioni dirette. Ma credo che una presenza socialista in Giunta sarebbe opportuna. Oltretutto avremmo da spendere ottime donne e buoni uomini. Avremmo per il bene della Basilicata ottime eccellenze».
s.santoro@luedi.it

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