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A Potenza i veri stati generali sul Sud
con Pittella e altri 5 governatori

Basilicata

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E’ A POTENZA l’appuntamento con i veri stati generali sul Sud. Il Mezzogiorno azzoppato, così come lo dipinge l’ultimo rapporto Svimez, derubricato a semplice seminario di secondo piano nella festa nazionale dell’Unità a Milano, sarà il vero protagonista della due giorni organizzati dalla Cgil di Basilicata, e in particolar nel pomeriggio di domenica.

Il sindacato lucano, nella seconda giornata di festa regionale, ha voluto portare in piazza i governatori di sei regioni. Oltre a Marcello Pittella, saranno a confronto Michele Emiliano (Puglia), Mario Oliverio (Calabria), Vincenzo De Luca (Campania), Luciano D’Alfonso (Abruzzo), Francesco Pigliaru (Sardegna).

Con tanto di chiusura dei lavori affidata alla segretaria nazionale, Susanna Camusso. Un’iniziativa lungimirante, quella del sindacato lucano, che ha messo nella propria agenda la questione meridionale, prima ancora il caso scoppiasse a livello nazionale con la diffusione dei dati Svimez e la successiva lettera di Saviano sulle colonne di Repubblica che a inizio mese avevano spinto il segretario e premier Renzi a convocare una direzione ad hoc.

Quella di domani sarà sicuramente un’occasione per mettere insieme analisi e soprattutto proposte anche in vista di quel masterplan sul Sud annunciato da Renzi. E di premessa all’appuntamento barese, per l’inaugurazione della Fiera del levante, in cui, in occasione della tradizionale apertura del presidente del Consiglio, Emiliano ha invitato i colleghi per una sorta di blitz.
La nuova questione meridionale si apre per la prima volta in un contesto che non si era mai verificato: tutti Pd i presidenti della Regioni, stesso partito del premier.

Il che non è affatto sinonimo di unità di visioni, nè garanzia di confronto sereno. Perché i terreni di scontri, soprattutto con il campano De Luca e il pugliese Emiliano, continuano a essere molti, anche se all’ombra della stessa bandiera.

La gran parte dei governatori presenti domenica a Potenza, per esempio, condividono le stesse preoccupazioni per le trivelle in mare. Terreno su cui il confronto con il capo di governo e di partito si fa molto scivoloso. Questo dovrebbe essere uno degli argomenti da affrontare nel corso del dibattito moderato, dal vicedirettore del Corriere della Sera, Antonio Polito. Ma di carne da mettere a cuocere ce ne sarà ancora tanta.

E alla vigilia di una piazza Don Bosco rosso Cgil, l’Espresso sceglie di dedicare la copertina settimanale proprio al Mezzogiorno. “E’ sparito il Sud”, è il titolo dell’inchiesta curata da Marco Damilano, Federica Bianchi, Cesare De Seta e Sabina Minardi. Dieci pagine dedicate ai mali ben problemi di un Meridione gravemente ammalato e ben decsritti dall’ultimo rapporto Svimez: desertificazione industriale, assenza di risorse umane, imprenditoriali e finanziarie, crollo demografico, fuga dei cervelli, gap infrastrutturali. Un’inchiesta che in realtà poco dice della Basilicata se non per ricordare che l’unico modo per raggiungere la capitale della Cultura per il 2019, è bordo delle Ferrovie Appulo lucane. “Buio Mezzogiorno” è la testina che l’Espresso sceglie per le pagine dedicate al dossier. Domani la Cgil proverà ad accendere una luce che si spera rimanga accesa non solo nella piazza potentina.

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