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Arpab, votano il bilancio e “scaricano” Schiassi
L’Aula rispedisce al mittente le accuse del dg

Basilicata

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POTENZA - L’impasse è finalmente superato. Con più di un anno di ritardo rispetto ai tempi naturali, il Consiglio regionale ha approvato il bilancio di previsione dell’Agenzia regionale per l’Ambiente relativo al 2014. Se tecnicamente l’emergenza finanziaria (che dopo tutto questi mesi aveva messo a rischio le stesse attività di Arpab) è rientrata, la polemica è tutt’altro che sopita. E la seduta di consiglio di ieri è stata l’ennesima occasione per rimarcare le responsabilità che hanno determinato questa situazione a dir poco anomala, dai tratti kafkiani: si tratta, infatti, di quello che è stato risoprannominato il bilancio “fantasma”. Fino a dicembre scorso nessuno si era accorto che il documento finanziario non aveva avuto l’ok della Regione. L’Agenzia, con a capo il direttore Schiassi insediatosi a luglio 2014, aveva continuato ad assumere impegni di spesa senza accorgersi dell’atto mancante. Da allora un continuo rimpallo di responsabilità tra viale Verrastro e Agenzia, con un solo dato di fatto: l’ente più importante della Regione per la delicata materia di cui si occupa, per mesi è rimasto in regime di esercizio provvisorio, con tutte le conseguenze che ciò ha comportato. La caccia alle responsabilità è passata anche dalla commissione Bilancio che però non è bastata ad appurare come siano andate effettivamente le cose. In Consiglio, poi, in piena estate, il ddl si è dovuto misurare anche con il numero legale mancante in ben due sedute. Ieri finalmente il via libera. Ma l’aula ha rispedito al mittente le accuse di Schiassi contro “l’ingerenza della politica” che avrebbe dilatato ulteriormente i tempi dell’approvazione. «Non è colpa del Consiglio se il bilancio viene approvato solo ora», ha voluto rimarcare il consigliere Giannino Romaniello che ha espresso voto contrario (insieme al consigliere del Pd, Carmine Miranda Castelgrande), ribadendo di non aver apprezzato l’atteggiamneto «poco collaborativo» del direttore generale. Ha votato a favore il gruppo del Pd, «per senso di responsabilità», ha chiarito il capogruppo Roberto Cifarelli. «Anche se - ha aggiunto - le considerazioni di Romaniello sono pienamente condivisibili. Vedremo in sede di analisi del conto consuntivo quali valutazioni fare».
Approvato anche il bilancio pluriennale 2014-2016. Ma la discussione più lunga e delicata si è sviluppata sul disegno di legge della Giunta di riordino dell’Agenzia. Quarantadue articoli che - così è stata presentata - “hanno lo scopo di razionalizzare l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia, disciplinando le attività istituzionali per assicurare omogeneità ed efficacia all’azione conoscitiva e di controllo pubblico dell’ambiente”. Per quanto riguarda le attività, vengono distinte le attività obbligatorie da quelle non obbligatorie e definite le attività di informazione e conoscenza ambientale che aiutano il rapporto con la cittadinanza. “L’Arpab - si legge ancora nel testo del disegno di legge - dovrà svolgere le sue attività istituzionali secondo i più elevati standard di qualità ed affidabilità, dovrà accreditare i propri laboratori e sottoporre a processi di certificazione le proprie reti di misura, monitoraggio e controllo”. Dovrà anche dotarsi di una Carta dei servizi in cui sono indicate le attività istituzionali che l’Arpab deve svolgere con riferimento alle matrici aria, acqua e suolo, sottosuolo e rifiuti, nonché ai fattori di inquinamento di tipo fisico e biologico. E’ la Giunta regionale che, entro il 30 ottobre di ogni anno, approva gli indirizzi e gli obiettivi prioritari, e ne verifica semestralmente il raggiungimento, ai quali le attività dell’Arpab devono uniformarsi, individuando in particolare il contributo regionale ordinario per lo svolgimento delle attività istituzionali obbligatorie e il fondo che sarà utilizzato per cofinanziare i progetti speciali statali e comunitari a cui l’Agenzia intende candidarsi.
Ma al di là dei contenuti del ddl, la questione politica è un’altra: a riforma approvata, potrebbe seguire anche il bando di nomina di un nuovo direttore. Insomma, Schiassi, potrebbe avere, se non le ore, i mesi contati. In aula, il disegno di legge è passato con 12 voti a favore. Unico voto contrario alla riforma, quello del Movimento 5 Stelle. Non hanno aspettato neanche il voto, invece, i consiglieri Rosa (Fdi) e Napoli (Fi) che hanno abbandonato l’aula in segno di contestazione con una riforma che «non garantisce un quadro normativo che rispetti i principi sanciti a livello nazionale». Via libera invece all’unanimità all’ordine del giorno collegato al ddl di riforma dei consiglieri Pd, Cifarelli e Romaniello a favore dei vincitori di concorso pubblico assunti a tempo determinato dall’Arpab il cui contratto scade ad ottobre. Con il documento si impegna la Giunta «a farsi carico», delle risorse aggiuntive per rinnovare i contratti.

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