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La campagna d’autunno di Speranza
Mentre tiene banco il dibattito sul Sud

Basilicata

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L’EX capogruppo alla Camera, il lucano Roberto Speranza, guida il fronte dei parlamentari che ora chiede conto al Governo sui ritardi del Sud. In attesa di quel masterplan annunciato dal presidente del Consiglio nella direzione ad hoc sul Mezzogiorno dello scorso agosto, che dovrebbe contenere le principali proposte per il rilancio di questa parte “dimenticata” del Paese, il deputato, insieme a 47 colleghi Pd, ha presentato un’interpellanza al Governo.

A pausa estiva finita, parte così la “campagna d’autunno” del leader della minoranza Dem contro il presidente e segretario di partito, su quello che è diventato il tema più caldo della stagione e che divide anche lo stesso Partito democratico. Non si tratta solo di una semplice richiesta di «una sterzata nell’azione di governo». Ma di una sorta di atto di accusa nei confronti di «una linea contraddittoria dell’Esecutivo», soprattutto per quello che riguarda l’utilizzo dei fondi europei.

Un Governo che, da una parte, nelle linee programmatiche, si è dato l’obiettivo di accelerare il più possibile la spesa dei fondi e migliorarne la qualità. E che dall’altra, nella pratica, è responsabile dei ritardi che si registrano sull’Agenzia per la coesione territoriale istituita già nel 2013 e che dovrebbe avere il compito di promuovere un più efficace coordinamento nazionale nella programmazione delle risorse Ue e nella loro integrazione con il fondo per lo sviluppo e la coesione.

Nonostante i ben noti problemi: mancato utilizzo di una cospicua parte dei fondi Ue 2007 - 2013 e il ritardo con la programmazione dei nuovi fondi 2014-2020. Del resto - affondano i parlamentari - la situazione «di grave di crisi economica e sociale» del Mezzogiorno è sotto gli occhi di tutti, descritta bene anche dai principali istituti di ricerca, compreso lo Svimez, i cui recenti dati hanno fatto riesplodere la “questione Mezzogiorno”.
«Siamo di fronte a una vera e propria scissione silenziosa», affondano i parlamentari “dissidenti”.
Nell’interpellanza indirizzata al presidente del Consiglio e ai ministri dell’Economia e delle Infrastrutture esprimono «profonda preoccupazione». E si chiedono se «l’azione del Governo non sia stata obiettivamente contrastante con gli indirizzi programmatici - ripetutamente espressi dallo stesso Presidente del Consiglio - volti a accelerare il più possibile la spesa dei fondi, migliorandone al contempo la qualità, e quindi l’impatto positivo sulla grave situazione economica e sociale del Mezzogiorno, sulla quale concordano i principali istituti di ricerca».
Speranza, che ormai si è guadagnato il titolo di punto di riferimento della minoranza democratica e che fino a ora aveva dato battaglia su Italicum, riforme del Senato e delle scuola , non molla e ritorna all’attacco.
Del resto, già a fine luglio, subito dopo la pubblicazione dei dati Svimez insieme a Cuperlo, aveva affilato le armi sulla nuova “questione meridionale”. Segno evidente che l’annunciata inversione di rotta con una nuova attenzione a quella che passa per essere l’Italia di “serie B” non basta se alle promesse non seguono i fatti.

«E’ la qualità della cittadinanza il punto in questione», ha aggiunto l’ex capogruppo durante la replica alla risposta Governo, affidata al sottosegretario Claudio De Vincenti.

Tornando ad auspicare un «cambio di rotta», che si potrà ottenere solo «rimettendo al centro le regioni, le amministrazioni e tutti i livelli territoriali».

«Solo così - ha aggiunto - riusciremo a svolgere quel lavoro quotidiano che serve a tutto il Mezzogiorno per uscire dalla situazione drammatica in cui si trova.

Non è con qualche uomo forte che riusciremo a risolvere i gravi problemi che attanagliano il Sud ma riscoprendo antiche virtù antieroiche che facciano del duro lavoro quotidiano la chiave di volta di un nuovo inizio».

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