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Referendum, passa la linea Lacorazza
Le Regioni fanno fronte comune

Basilicata

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LE tre lettere inviate nelle ultime settimane dal presidente del Consiglio regionale, Piero Lacorazza, ai colleghi delle altre Regioni hanno sortito l’effetto. La Conferenza dei presidenti delle Assemblee, che si è riunita ieri con la guida del neo coordinatore Franco Iacop, ha condiviso all’unanimità l’idea di far fronte comune per difendere i territori dalle minacce delle trivelle. E ha approvato su proposta di Lacorazza, con il voto favorevole di tutte le Regioni, la predisposizione di tre quesiti per porre a referendum abrogativo alcune norme del decreto “Sblocca Italia” e del “decreto Sviluppo”. Un risultato non scontato, soprattutto per quello che riguarda lo Sblocca Italia, visto che la proposta di sottoporre al vaglio dei Consigli regionali l’ipotesi di referendum è stata votata anche dai presidenti renziani. In realtà i quesiti riguardano l’articolo 35 del decreto Sviluppo del Governo Monti e alcune modifiche all’articolo 38 di cui non si chiede l’abrogazione in toto.
Il che ha consentito di superare le perplessità anche dei più filo governativi che non ha di certo intenzione di ingaggiare uno scontro istituzionale con il Governo.
«L’unanimità condivisa nella decisione di predisporre i quesiti referendari - ha detto Iacop, presidenti del Consiglio del Friuli Venezia Giulia - sottolinea come indipendentemente dall’essere direttamente toccati dal tema delle trivellazioni, tutte le Regioni hanno voluto esprimersi in merito alla difesa dei territori e alla rivendicazione della loro partecipazione alle decisioni che riguardano la loro sostenibilità economica e sociale».
Adesso ogni singolo Consiglio regionale dovrà scegliere cosa fare e come votare. «C'è soddisfazione per aver dato un bel contributo al conseguimento di questo obiettivo, che coinvolge tutte le Regioni italiane. Il fatto che la Conferenza all’unanimità abbia preso questa decisione, assume anche un valore politico per il ruolo che le Regioni e i territori chiedono di esercitare, anche su vicende delicate come quella energetica». Questo il commento del presidente Lacorazza. «L'obiettivo - ha continuato - non è quello di un conflitto con il governo nazionale, ma la rilevante necessità di mettere in mano anche alle Regioni e ai territori la possibilità di decidere per il destino dei cittadini che rappresentano»

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