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Se la politica coinvolge (sul web)
La Basilicata al 7° posto nella classifica

Basilicata

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POTENZA – La voglia di informazione istituzionale sul web c'è, ma la Basilicata non sfrutta al meglio le potenzialità e la domanda. È quanto emerge dal primo report sulle strategie di comunicazione sui social media delle Regioni italiane. L'indagine realizzata da DeRev Consulting – la startup innovativa fondata da Roberto Esposito specializzata in strategie digitali, crowdfunding e social media – fotografa per la prima volta lo stato di salute dei social media delle amministrazioni regionali, analizzando strategie, capacità di gestione ed attività di comunicazione delle Regioni italiane attraverso i propri canali istituzionali su Facebook, Twitter e YouTube.
«L'elemento migliore della Basilicata in termini di posizionamento – si legge nel report – è il secondo posto nella graduatoria relativa al numero di iscritti in rapporto alla popolazione. Dall’altro lato, sono parecchi i punti critici dell'attività istituzionale sui social media. La comunicazione è costruita sul rimbalzo automatico dei comunicati stampa, che su Facebook vengono pubblicati come link senza alcuna immagine e con una didascalia identica al titolo mentre su Twitter vengono tagliati perché superano i 140 caratteri consentiti». Le critiche: «La pagina Facebook si limita a pubblicare automaticamente un'enorme quantità di contenuti (oltre 42 al giorno) dal sito istituzionale, senza alcuna immagine o descrizione e una didascalia che ricopia il titolo del post stesso», su twitter «vengono rimbalzati i comunicati stampa senza essere rielaborati secondo il linguaggio consono al canale e senza alcun utilizzo di hashtag o menzioni» mentre il canale Youtube «è aggiornato quasi quotidianamente e fa riferimento alla Web TV della Regione, ma non contiene alcun corredo grafico né un’immagine del canale».
Ciò che lo studio non segnala è che su twitter c'è una sorta di sdoppiamento di personalità (leggi profili): RegioBasilicata (138 tweet e 1.053 follower) che sembra piuttosto il profilo di un'anima critica del Pd e quello ufficiale, ovvero regbasilicata (55900 tweet e 2.573 follower, presente da 5 anni). Peraltro, nelle ricerche il primo risultato ad apparire è proprio quello sbagliato. Il problema dello sdoppiamento in cui incappa chi cerca su google la Basilicata su twitter si mostra plasticamente nel caso di Pinuccio, star del web che denuncia il caso di Senise dove si decide di fare un opificio a 700 metri dalla diga che fornisce acqua potabile alla Puglia: un anno fa il reporter chiede chiarimenti ma la sua resta una vox clamans nel deserto della Rete. Aveva sbagliato profilo.
Oltre 31mila invece i fan della pagina facebook, dove impera una certa ipertrofia che, si sa, nei social solitamente ottiene l'effetto opposto: troppi post producono la nausea da aggiornamento e il calo dell'attenzione, oltre a una sensazione come di indistinto che mescola e pialla contenuti eclatanti ad altri non proprio necessari; ieri pomeriggio siamo arrivati a contarne oltre 50 da inizio mattinata, poi non abbiamo più verificato ma con quella media saremmo arrivati a cento – merito anche della produzione di contenuti assicurata da Basilicatanet e subito “socializzata” sul network.
Dallo studio emerge che è l'Emilia Romagna la Regione più social d'Italia, davanti a Valle d'Aosta, Puglia, Piemonte e Lazio. I risultati delineano essenzialmente tre tipologie di approccio ai social, che diventano determinanti ai fini della classifica finale. Le migliori nell'interpretazione della filosofia e della pratica dei social network sono Emilia Romagna (particolarmente efficace su Twitter), Valle d’Aosta (con il maggior numero di iscritti in rapporto alla popolazione), Puglia (prima per numero di iscritti in valore assoluto, ben 82.695), Piemonte, Lazio, Lombardia ed Umbria: la loro comunicazione istituzionale segue ritmi costanti e calibrati su principi di resilienza. Con un approccio più conservativo (a metà fra virtuoso e disinteressato), invece, Basilicata, Marche, Molise (con il più alto tasso di coinvolgimento degli utenti su Facebook), Abruzzo, Campania, Sardegna e Veneto: hanno attivato canali social senza presidiarli realmente, secondo le necessarie regole d'ingaggio degli utenti. A seguire, Toscana (prima su YouTube con 687.767 visualizzazioni), Trentino Alto Adige, Sicilia, Liguria e Friuli Venezia Giulia: dimostrano un marcato disinteresse per il panorama dei social network, con un tasso di coinvolgimento quasi nullo. In ultima posizione la Calabria, che non è presente su nessun social network.
Osservando i dati è evidente che la comunicazione istituzionale ha un enorme margine di crescita e, in tal senso, il tasso di impatto percentuale sui residenti delle singole regioni è indicativo: mettendo in relazione il numero degli iscritti e la popolazione di ogni regione, i risultati raccontano un tasso di coinvolgimento compreso tra il 5,83% della Basilicata e lo 0% virtuale delle regioni sul fondo della classifica, con la Valle d’Aosta come unica eccezione.
I GOVERNATORI All'interno del report si è scelto di analizzare due diversi parametri: uno comprendente tutti gli indicatori di riferimento per le Regioni e uno rivolto a misurare solo il pubblico dei presidenti di Regione. In questa speciale classifica dominano incontrastati Debora Serracchiani (333.746 iscritti), Nicola Zingaretti (331.293) e Vincenzo De Luca (171.097). Marcello Pittella si colloca esattamente a metà classifica: 10° su 20, con circa 23mila iscritti su fb, 12.500 su twitter e 84 su Youtube. In generale, i canali "personali" dei governatori attirano di più: come dire che la personalizzazione della politica paga, anche sul web.
Il report di DeRev si riferisce solo all'ente Regione, ma la Basilicata dimostra una certa ricerca di visibilità social anche nelle altre articolazioni (giunta e consiglio). Aspettiamo uno studio ad hoc.

e.furia@luedi.it

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