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Infrastrutture nuove per Matera2019?
«Ma se era roba vecchia e mai realizzata»

Basilicata

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POTENZA - «Viene fintamente dimenticato tutto quello che era stato portato avanti nel 2011 quando con il governo Berlusconi e il ministro alla Coesione territoriale Raffaele Fitto per la Basilicata c’erano tantissime opere da realizzare con finanziamenti già disponibili». Tuona così il deputato di Forza Italia, Cosimo Latronico al quale evidentemente non sono piaciute le ultime promesse annunciate sul territorio da Del Rio e poi Nencini.

Per Latronico non c’è nulla di nuovo. Anzi quello che viene proposto come novità per il rilancio di Matera 2019 o una indennità per il petrolio è poca cosa rispetto a quello che già era stato deciso da Berlusconi.

Il parlamentare lucano di Forza Italia si riferisce a quel “Piano per il Sud” del 2011 con Silvio Berlusconi premier e Vito De Filippo presidente della Regione (di lato la delibera del Cipe con i dettagli delle opere immaginate allora).

Deputato Latronico, ma da allora cosa è successo?
«La verità è che la gran parte delle opere inserite in quel programma davvero importante per la Basilicata sono rimaste al palo. Non si sono fatti ne procedimenti progettuali e nè apertura di cantieri».

E quindi?
«E’ assolutamente irritante continuare a sentire parlare di opere e non si ha cura di realizzare quello che è stato programmato 4 o 5 anni fa. Opere, alcune delle quali, dovrebbero già essere a regime. In tutto questo agli slogan lanciati in questi mesi fanno da contraltare gli indici infrastrutturali della Basilicata che sono ampiamente sotto, sotto, sotto la media nazionale ed europea e visto che la Basilicata continua a non avere nessuna continuità con i sistemi viari importanti e che anche le opere finanziate non vengono realizzate».

E Matera 2019 e gli annunci degli esponenti del governo nazionale?
«Io so solo che alcune delle cose che vengono annunciate oggi erano già previste da anni. Molto prima che matera fosse designata capitale europea della cultura. Non c’è nessuna nuova programmazione. Sono dinamiche, lo ripeto irritanti. Non possiamo prendere le risorse del tre per cento per le quale abbiamo fatto battaglie tanti anni fa e utilizzarle ora per fare non sappiamo cosa. E abbiamo invece un programma di cui si è persa memoria storica per la realizzazione di strade e infrastrutture per il valore economico di oltre un miliardo di euro. Questo è il cuore del problema».

Cioè?
«Non c’è una continuità istituzionale in piena trasparenza per rendere efficace la programmazione. Bisognerebbe avere il coraggio di dire quello che di buona c’era e portarlo avanti e a compimento. Anche perchè al contrario si perde memoria e opportunità non potendo nemmeno rispondere a semplici domande. Chi doveva progettare ha progettato? Chi doveva vigilare ha vigilato? Chi doveva appaltare ha appaltato?...».

E invece?
«E invece si continua a fare come se tutto cominciasse oggi. Si continua nella moda di inseguire il momento con proclami e promesse senza portare a compimento quello che invece c’era già sul campo e che magari era stato ottenuto con grande fatica».
Passando alla cronaca di questi giorni, il Consiglio regionale sta stringendo sul Referendum contro le trivelle. Lei da che parte sta?
«Anche in questo caso purtroppo assistiamo a posizionamenti strumentali. Io insieme a numerosi altri parlamentari da mesi vado dicendo che con lo Sblocca Italia le regioni venivano spogliate dalle competenze in materia mineraria. Insomma c’è stata una evidente torsione centralistica. Ma dalla Basilicata mi hanno sempre contestato. Tranne che ora tutti hanno dovuto ammettere che invece era così portando avanti il Referendum abrogativo. Mi pare un modo per mettersi la coscienza a posto. Da un punto di vista di onestà intellettuale mi sarei aspettato che qualcuno ammettesse che era stato commesso un grave errore».

Per chiudere, come sta il centrodestra tra Berlusconi e Fitto?
«Credo che il centrodestra abbia il dovere di rappresentare al meglio milioni e milioni di italiani. E quindi si deve consentire la costruzione di leadership che non siano più legate solo a dinamiche personalistiche che vadano anche oltre a Berlusconi. Il leader deve essere funzionale al centrodestra e a un progetto e non il contrario».
s.santoro@luedi.it

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