Salta al contenuto principale

IL PUNTO - Il clima a Palazzo si imbarbarisce mentre la città resta al palo

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 30 secondi

Il momento è di quelli cruciali, e la politica dovrebbe mostrarsi responsabile, raccogliere idee e uomini, e proporre soluzioni.
Invece a Potenza il dibattito cittadino tra sigle e partiti è tutto incentrato su problemi di forza e rappresentanza, avendo come riferimento il manuale Cencelli.

Avevano tutti promesso che il bilancio sarebbe stata l’occasione giusta per far ripartire la città. Ma approvato il bilancio ora sembra serva altro tempo per avere un indirizzo politico chiaro. Il Pd non trova pace, il centrodestra non ha più una voce unitaria.
Tocca alla magistratura fare ordine, indagare e spiegare che cosa non ha funzionato in questa città. La magistratura riempie così spazi che la politica ha smesso di presidiare.

La richiesta di proroga delle indagini nate dal dissesto è stata ieri consegnata ad alcuni ex amministratori. Con l’ex sindaco Vito Santarsiero, in lista ci sono anche l’ex assessore al Bilancio Federico Pace e alla Mobilità Giuseppe Ginefra.

Nel registro ci sono anche dirigenti attualmente in carica, compreso il segretario generale Moscatiello, Pompeo Laguardia, prima a capo degli uffici Finanziari e ora del Personale, e Mario Restaino che a lungo ha guidato gli uffici della Viabilità e che il sindaco De Luca ha poi assegnato al Consiglio comunale.

La notizia della richiesta di proroga arriva nel giorno in cui due consiglieri comunali delle liste più vicine a De Luca denunciano nuovi tentativi di infiltrazione di vecchi amministratori negli uffici comunali.

L’accusa: aver organizzato riunioni carbonare.

«Ci giungono segnalazioni da parte di cittadini di strani movimenti. Pare che un sindaco ombra, insieme a consiglieri facenti funzioni e consiglieri in carica, tutti rigorosamente Pd, organizzi riunioni “segretissime” con alcuni dirigenti comunali».
Alessandro Gallella (FdI) e Antonio Vigilante (Per la Città) non citano alcun nome ma nella nota sembra evidente il riferimento all’ex amministrazione. «Si tratta di incontri nei quali si danno indirizzi sull’andamento della macchina amministrativa?»
Il dubbio fa da leva per chiedere il “pugno duro” a De Luca, a lungo accusato di essere troppo schiacciato su posizioni democratiche.

«Sappiamo solo che, in una fase tanto delicata della vita amministrativa della Città, in cui si invoca da più parti un reale rinnovamento e l’abbandono di pratiche inopportune, questi accadimenti fanno tornare indietro il Comune agli anni del miglior clientelismo».

Si respira una grande tensione a Palazzo di Città. Da diversi mesi ogni parola va pesata, ogni iniziativa va spiegata.
«Invochiamo quel senso di responsabilità e correttezza che dovrebbe contraddistinguere tutti, dirigenti e consiglieri. Noi - scrivo Vigilante e Galella - ci auguriamo che tutto ciò non sia vero, perché vorrebbe dire che il rinnovamento tanto auspicato che la nuova amministrazione ha sempre detto di voler attuare è ancora molto di là da venire».

Mentre il clima si fa sempre più aspro, la città resta a guardare.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?