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Regioni unite su Sud e trivelle in mare
Il 9 ottobre fissato un incontro a Pescara

Basilicata

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POTENZA - C’è Pittella. Non c’è Renzi. Il governatore della Basilicata Marcello Pittella non ha disertato l’incontro alla Fiera del Levante dei presidenti di Regione per il cartello contro le trivelle sia in mare che in terra. Matteo Renzi invece si è tenuto ben lontano dal capoluogo pugliese.
Insomma, nonostante Marcello Pittella resti un renziano di ferro non ha avuto riserve a mostrarsi insieme agli altri presidenti di Regione che hanno concordato insieme i i testi dei quesiti che saranno inseriti in altrettante delibere da approvare nei rispettivi consigli regionali per chiedere l’abrogazione, mediante referendum, delle norme, inserite nella legge “Sblocca Italia” che consentono e facilitano la ricerca e le estrazioni di petrolio sia in mare che sulla terraferma. La Basilicata comunque è partita per prima e già oggi in Consiglio regionale è atteso il voto sui quesiti referendari. Basilicata quindi regione capofila.
Pittella in ogni caso era in buona compagnia. Ovviamente con lui il padrone di casa, il governatore pugliese Michele Emiliano, Paolo Di Lauro Frattura (Molise), Luciano D’Alfonso (Abruzzo), Mario Oliverio (Calabria) e l’assessore all’Ambiente della Regione Marche Angelo Sciapichetti. Non presenti ma comunque sulla stessa linea anche i presidenti di Regione della Sicilia e della Sardegna.
E Pittella poi ha anche alzato la voce contro le nuove estrazioni. Lo ha fatto con una nota su Facebook: «Un no unanime alle estrazioni nel Mar Jonio e nell'Adriatico, quello che insieme agli altri presidenti delle Regioni interessate abbiamo pronunciato a Bari, nel corso della riunione in programma proprio per definire una linea comune sul tema. Promuoveremo un referendum abrogativo di alcune parti dell'art. 38 del Decreto Sblocca Italia e dell'articolo 35 del Decreto sviluppo. Non si tratta di un'impugna zione complessiva dello Sblocca Italia ma di quei commi che riteniamo debbano essere modificati per rafforzare le prerogative delle Regioni». Pittella ha quindi aggiunto: «Stiamo mantenendo fede alle cose che abbiamo sempre sostenuto: siamo contrari alle trivellazioni in mare e sulla terraferma non andremo oltre le autorizzazioni previste dagli accordi notarili sottoscritti nel 1998 che hanno caratterizzato un tempo antecedente al nostro governo. Su quelle autorizzazioni stiamo dispiegando sforzi notevoli per la tutela dell'ambiente e della salute e stiamo provando a massimizzare i ritorni economici (e non solo) che per una regione come la nostra si declinano in termini di maggiore occupazione e qualità della vita. Torneremo poi a riunirci, il 9 ottobre, a Pescara, per discutere più in generale del Piano Sud (...)».
Insomma Pittella non si smarca per questioni di correnti interne al Pd ma va avanti nella battaglia popolare per bloccare le trivelle. Difficile comunque il contrario vista ormai l’attenzione che sul tema si è sviluppata in Basilicata. Tanto più che ormai sembra anche una partita a scacchi con il presidente del Consiglio regionale Piero Lacorazza (che ha proposto per primo i quesiti referendari che verranno discussi e votati stamattina nel palazzo della Regione) su chi si mostra più attivo sul tema del Referendum abrogativo.

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