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Lavoratori segnalati al Cotrab?
«Se è reato mi danno l’ergastolo»

Basilicata

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POTENZA - «Sarà capitato di parlare con Ferrara e accennargli a qualcuno che aveva fatto domanda per diventare autista. Certo che se è reato questo mi daranno l’ergastolo».

Replica così il “decano” del Consiglio regionale lucano, Franco Mollica (Udc), alla notizia del suo coinvolgimento nell’inchiesta della procura di Potenza sul dissesto del capoluogo.

«Sono stato assessore regionale ai trasporti fino al 2007». Spiega il consigliere da sempre residente a Venosa, ma da anni di casa tra i palazzi di via Anzio.

Da allora ho continuato a mantenere contatti e rapporti con persone come il presidente del Cotrab Ferrara e Costa (Carlo, sindacalista della Cisl trasporti, ndr). Sono amici. Capita che prendiamo assieme il caffè e ci continuiamo a confrontare sul tema».
Mollica ammette di aver potuto segnalare qualcuno in cerca di un posto da autista a Ferrara, come pure tanti muratori ad altrettanti «imprenditori edili».

«Non parliamo di amministrazioni pubbliche - precisa - ma di ditte private che possono assumersi l’autista che vogliono. A volte quando va in pensione un padre che ha lavorato bene prendono il figlio. Io ricevo ogni giorno una montagna di curriculum, che il loro numero mi basterebbe per la rielezione. Posso andare da un imprenditore e dire “vedi che c’è quello che ha fatto domanda, vedi se è buono e se ti serve piglialo”? Se per raccomandazione s’intende questo, sì che l’ho fatto. Senza nessuna imposizione ad alcuno».

Sul collegamento con l’ex sindaco di Potenza Vito Santarsiero, e l’ex assessore alla mobilità Giuseppe Ginefra, Mollica è alquanto perplesso.

«Con Santarsiero, quando era ancora in Comune, ho sempre litigato. Entrammo più volte in rotta di collisione, e la delibera del Comune sul trasporto pubblico locale del 2008 scaturisce da uno studio per rivedere i parametri di interazione dei vari mezzi di trasporto che venne svolto in Regione quando ero assessore. Intervenimmo in maniera molto forte sulla ripartizione dei contributi per il trasporto nel capoluogo. Abbiamo ripreso rapporti istituzionali solo da quando è arrivato in Consiglio regionale. E’ sempre il presidente la I commisione. Ginefra invece non lo conosco proprio. Credo che me lo presentarono una volta quando era vicesindaco, ma da allora nulla».

Il contratto di trasporto pubblico locale di Potenza è al centro anche di un accertamento della procura regionale della Corte dei conti. per cui risultano già evidenziati profili di responsabilità erariale per 17 milioni di euro. Tra i nomi segnalati dalla Finanza ci sono i firmatari di 8 delibere approvate tra il 2006 e il 2013, che sono intervenute un po’ su tutto, dai programmi di esercizio alle tariffe: 18 assessori (tra cui l’ex capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza, ndr), due dirigenti e l’ex sindaco Santarsiero.
I contratto di trasporto pubblico locale col Cotrab venne stipulato nel lontano 2006 ed è arrivato a costare 12milioni di euro all’anno, inoltre resta ancora in vigore, in attesa del subentro della ditta vincitrice della gara chiusa a luglio per 6 milioni scarsi.
Secondo la Finanza le proroghe del contratto col Cotrab sarebbero state di per sé illegittime perché in violazione del principio della libera concorrenza. Per anni inoltre sarebbero stati del tutto assenti i «controlli sul complessivo servizio offerto».

Senza considerare la manutenzione dei mezzi: «sia quella straordinaria (che veniva solo anticipata dal Cotrab, ma poi rimborsata, come da contratto, dal Comune “sulla fiducia”, ossia dietro mera presentazione di fattura), che quella ordinaria».

Sempre se è mai stata realmente effettuata, visto che il Comune avrebbe sganciato comunque non appena il problema avesse raggiunto una certa entità. Con l’aggiunta di una «peculiare clausola clausola contrattuale che, sostanzialmente, sollevava il Cotrab dall’impegno a produrre ricavi». Perché il Comune avrebbe coperto lo stesso ricavi “virtuali” fino a 400mila euro, oltre a tutti i costi di funzionamento. Per cominciare a incassare la sua parte del ricavato dai biglietti venduti solo in caso avesse effettivamente superato quella soglia, che ovviamente non è mai stata raggiunta. 

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