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La Basilicata diventa "no triv"
Ok del Consiglio al referendum

Basilicata

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POTENZA - Tutto secondo copione: il Consiglio regionale della Basilicata è stato il primo ad approvare la proposta di sei referendum abrogativi in tema di estrazione di idrocarburi, riferiti ad alcune parti dell’articolo 38 dello “Sblocca Italia” e dell’articolo 35 del “decreto Sviluppo”. I quesiti votati sono quelli presentati da Piero Lacorazza all’Assemblea plenaria della Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali che poi li approvò all’unanimità. Gli stessi quesiti saranno oggetto di discussione e poi votazione in altri dieci Consigli regionali nei prossimi giorni.
Intanto ieri 18 consiglieri regionali su 20 di tutte le forze politiche hanno lanciato la Basilicata nell’aventura referendaria con il titolo di regione capofila.
Questo per i numeri. Ovviamente il tema oltre agli aspetti tecnici è tutto politico.
La Regione Basilicata dopo mesi di discussione sullo Sblocca Italia con la scelta di dialogare e non litigare con il premier matteo Renzi ora cambia strategia. In tal senso non è stato semplice per il presidente della Regione (renziano) dribblare tutte le polemiche e le critiche che anche ieri gli sono state mosse per la scelta di non impugnare lo Sblocca Italia a dicembre scorso.
Non a caso, il consigliere regionale Vito Giuzio (antezziano e renziano di ferro) del pd sul voto in Consiglio si è astenuto. «Una scelta di coerenza - ha poi spiegato - perchè non si può per mesi insistere sul fatto che bisogna dialogare con il governo nazionale del nostro segretario e poi cambiare idea come se nulla fosse».
Giuzio si è limitato ad astenersi e non votare contro solo per non mettere in «difficoltà il presidente Pittella e il gruppo consiliare del Pd».
Marcello Pittella in ogni caso ha tenuto botta e nell’intervento conclusivo del dibattito ha insistito e chiarito: «Ci sono molte equazioni irrisolte in Italia e in Basilicata. Fra queste il rapporto fra petrolio e sviluppo dei territori e il rapporto fra Stato e Regioni». «La discussione di oggi - ha aggiunto il governatore - si muove in piena coerenza con le cose che ho detto più volte: no alle estrazioni in mare, no a ulteriori estrazioni sulla terraferma oltre i 154 mila barili giorno».
Pittella quindi per smontare le polemiche ha sottolineato: «Il Referendum che stiamo discutendo non è un sì o no al petrolio, né tantomeno un atto di guerra nei confronti del governo Renzi». Il presidente della Regione ha quindi ricordato gli incontri (prima a Policoro, poi a Termoli e infine venerdì corso a Bari) e ha aggiunto: «Esserci ritrovati insieme con tutti i presidenti delle Regioni del Sud è stato molto importante. Così come va sottolineato il ruolo svolto da tutti i presidenti dei Consigli regionali italiani per una visione costruttiva intorno al tema delle estrazioni petrolifere. E’ la migliore risposta alla spinta neocentralizzatrice che pure c’è. Dobbiamo provare a lavorare in modo unitario per capire come si tengono insieme petrolio e sviluppo. Abbiamo bisogno di dimostrare che le cause che hanno portato a un fallimento del regionalismo possono essere cancellate rimettendo al centro gli interessi dei territori».
Immancabile anche il commento del presidente del Consiglio regionale Lacorazza che alla fine dei lavori appariva raggiante per quella che evidentemente ritiene non solo una vittoria politica ma anche personale. Lacorazza in ogni caso alla fine dei lavori si è avvicinato al capogruppo del Pd, Roberto Cifarelli ringraziandolo per il lavoro svolto all’interno del gruppo consiliare del Partito democratico.
Ad ogni modo Piero Lacorazza ha dichiarato: «Non si può decidere solo a Roma il destino dei territori. Le Regioni devono rivendicare unitariamente uno spazio per il confronto, anche così si alimenta e si rafforza il principio di leale collaborazione con lo Stato e si tutelano le prerogative delle Regioni e dei territori. Il fatto che dieci Consigli regionali sono già stati convocati per discutere gli stessi quesiti approvati in Basilicata e proposti unitariamente dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative regionali, mentre in altre Regioni è già stata convocata la Conferenza dei capigruppo per calendarizzare la discussione, è un risultato importante: significa che si è riaperto un dibatto nel Paese, che le Regioni, e le stesse Assemblee legislative, possono svolgere un importante ruolo di presidio democratico dei territori. E in questa occasione hanno come capofila una Regione come la Basilicata, che non è affetta dalla “sindrome Nimby” e da molti anni offre un contributo rilevante al bilancio energetico dell’Italia».
«La nostra è una posizione chiara - ha concluso Lacorazza - che parte dal no alle trivelle in mare perché siamo una penisola che vede nella tutela della costa e del mare un elemento essenziale per lo sviluppo del turismo e dell’economia».
Concetti espressi nella relazione in aula anche da Cifarelli che attribuendo meriti a Pittella e Lacorazza ha spiegato che non si tratta di una guerra contro Renzi o contro il petrolio che resta una risorsa necessaria per la Basilicata: «Non abbiamo altre soluzioni sul tavolo che possiamo attuare già domani mattina».

s.santoro@luedi.it

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