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Consegnati i quesiti antitrivelle al vescovo Superbo
Comincia un nuovo round di riflessione sul territorio

Basilicata

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POTENZA - Sui quesiti referendari “antitrivelle”, approvati sabato mattina nella seduta di Consiglio regionale straordinaria, si esprimeranno anche i vescovi lucani. Anche se i tempi per la presentazione della proposta di consultazione popolare alla Corte di Cassazione sono ormai stretti e molto probabilmente il parere del prelati non arriverà in tempo utile prima della scadenza. Se nulla cambia rispetto all’iter dell’iniziativa promossa dalle Regioni (Basilicata in testa), il parere della Chiesa non è certo ininfluente, soprattutto nell’anno dell’Enciclica che Papa Francesco ha voluto dedicare ai temi ambientali.

«Analizzeremo e vaglieremo i testi dei quesiti, con l’auspicio che questi rappresentino una pratica attuazione del documento papale “Laudato sì”», ha dichiarato il vescovo della diocesi di Potenza, Agostino Superbo, dopo aver ricevuto dalle mani del presidente del Consiglio, Piero Lacorazza, i testi approvati in aula. Quesiti che ora verranno consegnati anche agli altri prelati delle Diocesi lucane per esprimere una valutazione condivisa. Non solo petrolio, nel messaggio che Superbo ha voluto consegnare a Lacorazza. Il vescovo ha manifestato l’interesse della Chiesa lucana per l’attività istituzionale della Regione, ribadendo, soprattutto, la preoccupazione per la situazione sociale e per l’aumento della povertà in Basilicata, oltre all’attenzione intorno ai temi della salvaguardia della salute e dell’ambiente.

«Il suo monito sarà molto utile per affrontare le difficili scadenze che ci aspettano nei prossimi mesi», ha replicato il presidente del Consiglio lucano.

«Ringrazio monsignor Superbo – ha affermato, al termine del colloquio - per l’interesse mostrato nei confronti della scelta del Consiglio regionale della Basilicata, che in un’ottica di leale e attiva collaborazione con lo Stato ha inteso riaffermare la necessità che le Regioni e gli enti locali, le istituzioni più vicine ai cittadini, non vengano escluse dalle scelte che riguardano il futuro dei territori da loro amministrati». E dopo la Basilicata, in questa settimana, si esprimeranno altri dieci Consigli regionali sulla proposta referendaria portata avanti proprio da Lacorazza e licenziata dall’Assemblea plenaria della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative nell’ultima seduta. Domani sarà la volta di Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Umbria, mercoledì i quesiti arriveranno nell’aula siciliana; il 24 settembre voteranno Abruzzo e Campania. Infine, venerdì toccherà al Veneto e alla Calabria. La Regione Liguria ha programmato la seduta per il 29 settembre.

«La Conferenza - ha affermato il Coordinatore Franco Iacop, Presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia - ha esercitato un ruolo importante e positivo che ha portato tutte le Regioni su un terreno di confronto nel merito anche se è chiaro che in alcuni casi ci siano attenzione e spinte maggiori da parte di alcuni territori».

«Si tratta di continuare ad esercitare questo ruolo - ha concluso Iacop - e stare nel merito delle questioni, e come si vede non esistono divisioni politiche ma esercizio del proprio ruolo istituzionale. Solo così si riesce a tenere insieme territori che hanno necessità diverse ma sono accomunati dalla volontà di contribuire ad esserci come anello importante del Paese».
I quesiti referendari devono essere depositati all’Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione da almeno cinque Regioni entro il 30 settembre prossimo in base a quanto disposto dalla legge che disciplina le modalità attuative dei referendum previsti dalla Costituzione.

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