Salta al contenuto principale

Vincenzo Folino controcorrente:
«Il referendum sulle trivelle non aiuterà»

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 32 secondi

POTENZA - Prima il tweet durissimo, proprio mentre il Consiglio regionale, sabato mattina, stava approvando il referendum “antitrivelle”. Poi una chiacchierata informale che rivela tutta l’amarezza da parte dell’unico dirigente del Pd di Basilicata che lo aveva detto fin dall’inizio: lo Sblocca Italia va impugnato.

Oggi, Vincenzo Folino, autosospesosi dal Partito democratico proprio in segno di contestazione rispetto alla linea del Governo in materia estrattiva, rimane alla finestra a guardare «un partito che sembra ormai allo sbando», mentre la Regione «continua a perdere pezzi».

Non si tratta solo di ritrovarsi di fronte a una classe dirigente che ha cambiato idea nel giro di pochi mesi, posizionandosi, oggi, su quella che era stata la sua linea, fin dall’inizio. Ma più che altro della «pericolosità» di questo continuo andirivieni, che denota «l’incapacità del partito di governo di fare il bene della Basilicata».

Certo, Folino riconosce il merito a Lacorazza che si è fatto promotore dei quesiti referendari con i colleghi delle altre Regioni, di aver riaperto il confronto tra Stato e Regioni anche nell’ottica di quella riforma costituzionale che è già in discussione. La linea ferma e unitaria assunta dalle Regioni è un segnale di cui il Governo dovrà tener conto nella nuova spinta centralistica.

«Ma lo Sblocca Italia andava impugnato a tempo debito. E non solo per l’ “esproprio” delle competenze a decidere a danno dei territori. Ma per lo strapotere che con quella legge si consegna alle compagnie del petrolio. Mi chiedo oggi se questa nuova contraddittoria iniziativa non possa rivelarsi addirittura svantaggiosa per la Basilicata». Se le altre Regioni, quelle interessate dai permessi di ricerca, stanno portando avanti le proprie trattative con il governo, come ha fatto, per esempio, l’Emilia Romagna. «Il guaio della Basilicata è proprio questo».
«Avremmo bisogno di una nuova intesa complessiva istituzionale con il Governo. Lo Sblocca Italia nasce proprio da questo vuoto». Folino non ne ha mai fatto mistero: gli accordi chiusi a Roma, nell’autunno scorso, su royalty fuori dal patto di stabilità e rimodulazione del fondo della ex card carburante non possono considerarsi tale. «Si tratta di risorse che erano già di diritto dei lucani». Mentre, sul 30 per cento dell’Ires pagato dalle compagnie che finirà nelle casse regionali, «mi chiedo a quanto possa ammontare, dato il crollo del prezzo del petrolio».

Insomma, nessun 4-0. E in fondo la decisione di impugnare ora lo Sblocca Italia è una sorta di conferma. Al presidente Pittella che si chiama fuori dalle responsabilità del petrolio nel passato che non ha portato sviluppo, il deputato replica con un retweet a chi sottolinea come l’attuale governatore sia in Consiglio regionale da 10 anni.

«E comunque credo sia un grosso errore - aggiunge a voce l’ex presidente del Consiglio regionale - pensare che le royalty, da sole, potessero determinare la fuoriuscita della Basilicata dalla condizione di sottosviluppo. Non nego che ci siano stati degli errori che tutti abbiamo commesso. Ma certo forse quello che è mancato è stata anche una corretta informazione su dove finissero le risorse, come quelle che hanno consentito all’Università di rimanere in vita». Ad ogni modo, «mi pare che il presidente guardi il dito, anziché la luna».

Non si considera né un renziano, né un antirenziano. Né con Pittella, né contro Pittella. «Faccio solo delle considerazioni in un momento in cui, per dirla tutta, il partito lucano non ha più nemmeno luoghi e occasioni in cui confronto. La classe dirigente bluffa con se stessa, sembra ormai un luogo di dilettanti allo sbaraglio, in cui ognuno fa il gioco dei quattro cantoni. La gestione del petrolio è solo una parte delle questioni su cui il Pd lucano sta mostrando assoluta inadeguatezza. L’inciucio della città Potenza lo dimostra. Mentre torna la minaccia della chiusura della Corte d’Appello. Mi pare che di questo passo si rischi di trascinare la regione a carte quarantotto».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?