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Assistenza ai disabili nelle scuole
Anche per questo si è costretti a protestare

Basilicata

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POTENZA - Il servizio di assistenza ai disabili nelle scuole partirà oggi, previa denuncia di interruzione di pubblico servizio per il Comune di Potenza e per l’azienda che lo gestisce, la cooperativa sociale Multiservice Sud.

Le condizioni sono quelle stabilite nella delibera 192 dell’8 settembre scorso: 750.000 euro per garantire 42.321 ore e soddisfare, secondo l’amministrazione, le 60 richieste pervenute alle scuole per le quali occorrono 58 assistenti.

Il servizio, tuttavia, secondo indicazione del Comune e vista la manifestazione di protesta contro i tagli e la mancata retribuzione di giugno 2015 e 2014 dei 103 dipendenti tra assistenti ai disabili e sui pulmini scolastici e addetti alle mense, dovrebbe partire soltanto per alcuni utenti, con handicap più gravi, stabilendo le priorità sulla base di certificazioni e documentazione inviate dai dirigenti scolastici all’ufficio comunale. E’ quanto è stato deciso ieri all’incontro tra sindacati, Miur e amministrazione comunale.

Un risultato che non ha convinto organizzazioni sindacali e lavoratori che, oltre a rimarcare «la pari dignità di tutti gli assistiti, non esistono – dicono – bambini più gravi di altri» accusano amministrazione e azienda di una scelta discriminatoria, per i bambini quanto per i lavoratori: «Su quale criterio – dicono – vengono scelti dei lavoratori piuttosto che altri?».

Il sindacato per questo motivo aveva chiesto all’amministrazione di sospendere il servizio almeno per un paio di giorni, il tempo necessario a chiarire competenze e verificare eventuali disponibilità economiche regionali per ampliare il servizio e mantenere i livelli occupazionali.
Domani, infatti, alle 9,30 il dirigente generale della presidenza della giunta regionale Vito Marsico ha convocato un incontro tra dipartimento sanità della Regione Basilicata, ufficio scolastico provinciale, sindaco del Comune di Potenza e sindacati mentre il 24, invece, è stato già convocato un incontro con i soggetti interessati - dall’Asp al Miur, dall’Ufficio scolastico regionale alla Regione Basilicata – per definire un accordo di programma e mettere insieme istituzioni e politica per applicare al meglio i principi di integrazione e inclusione, dal momento che si opera ancora in un accordo quadro risalente al 1999.

L’accordo, sollecitato più volte, secondo quanto affermato dal Miur, dall’ufficio scolastico regionale e dagli stessi assistenti e genitori a luglio, dovrebbe definire le competenze reciproche in materia di assistenza ai disabili nelle scuole, comprese quelle dei lavoratori, a tutela degli stessi.

Il paradosso attuale, infatti, è che l’amministrazione chiede agli assistenti di garantire il servizio pur affermando che, a oggi, gli stessi hanno lavorato senza le giuste competenze, sulla base di un equivoco su cui l’amministrazione attuale sta facendo chiarezza.

In sostanza, il Comune dovrebbe garantire solo l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione, mentre l’assistenza di base spetterebbe ai collaboratori scolastici, in altri termini bidelli. Per 14 anni, invece, per ammissione degli stessi lavoratori e dell’attuale amministrazione, i lavoratori hanno fornito anche l’assistenza di base oltre a quella all’autonomia e alla comunicazione, specialistica.

Ecco dunque che secondo i sindacati si dovrebbe giungere a una soluzione transitoria, almeno in attesa del prossimo bando per il servizio, rispetto al quale è la stessa amministrazione, rappresentata dalla dirigente comunale Luisa Schiavone, che chiede il riconoscimento dell’esperienza maturata negli anni da questi lavoratori «altrimenti – dice – saranno fuori dal rinnovamento del contratto nel prossimo appalto». Sull’assistenza sul trasporto, infine, c’è poca speranza. D’obbligo per le scuole dell’infanzia, non è previsto nemmeno il bando di gara dal momento che «le scuole d’infanzia comunali – ha dichiarato Schiavone – dal prossimo anno chiuderanno».

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