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L'INTERVENTO
Il futuro divenire che l'Europa attende da Matera

Basilicata

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A Bruxelles, la scorsa settimana, durante l’incontro tra la delegazione di Matera 2019 e i membri del Panel di Monitoraggio della Commissione Cultura dell’Ue, il sig. Ulrich Fuchs, autorevole presidente del Panel, ha sostenuto che “Quella di Matera è stata scelta molto seria e molto qualificata, fatta dalla giuria, basata non sulla bellezza della città o sul suo patrimonio, ma sulla proposta di futuro contenuta nei progetti culturali innovativi descritti nel dossier, scritto da esperti qualificati”.
E’ un’affermazione, quella attribuita dalle agenzie di stampa al sig. Fuchs, indubbiamente interessante e di non scarso rilievo, quanto meno in termini di indicazioni d’indirizzo e di implicazioni che sottintende sul piano della proposta culturale stessa che dalla Fondazione materana, innanzitutto dal comune e dalla stessa regione Basilicata, ci si attende.
Invero, il ruolo di “capitale europea della cultura” non può affatto ridursi ad una mera designazione di particolari qualità ed entità di valori patrimoniali costitutivi di una realtà territoriale di eccezionale pregio. Ossia, non è solo il bene culturale storico il fattore che merita attenzione, bensì l’indirizzo di continuità, la proiezione nel tempo, il prosieguo di quel mix di conservazione e d’innovazione che rende esemplare il progetto culturale e, per tanto, ne enfatizza il ruolo di trasferibilità quale modello di partecipazione per specifiche politiche di promozione culturale rivolte ad uno spazio geograficamente definito.
In ogni caso, l’esemplarità del progetto, va riconosciuta nella valenza che assume il filo logico, la permanenza, di un disegno che lega la tradizione, la storia di un luogo alla lettura moderna del suo divenire, in stretta consecuzione temporale e coerenti proiezioni spaziali.
Ad avviso di chi scrive, quella invocata dal sig. Fuchs, con l’autorevolezza che gli deriva dall’intenso curriculum di esperienze maturate, da Linz 2009 a Marsiglia 2013, non è altro che lo stesso fondamento del piano strategico di sviluppo turistico varato dalla Regione Basilicata, qualche anno addietro, ben prima della designazione di Matera 2019.
Ovvero quella filosofia di fondo che sostanzia l’intero programma d’indirizzo delle funzioni che il territorio lucano potrà assumere, progressivamente, nella realizzazione dell’offerta turistica regionale. Funzioni nuove, pur se attentamente individuate attraverso un’interpretazione delle potenzialità emerse attualizzando i caratteri distintivi di una propositiva “fionda turistica” regionale, fondata su di un progetto d’innovazione che sappia coerentemente declinare vocazioni e suscettività dei singoli ambiti territoriali d’intervento.
La Basilicata contemporanea, infatti, rappresenta uno dei più interessanti laboratori di un nuovo meridionalismo: propositivo, efficiente, multisettoriale.
La sfida che, con sapiente coerenza e serena perseveranza, la compagine politica regionale ha davanti a se, in questo periodo di faticosa rincorsa di una crescita duratura, sta proprio, a ben riflettere, nella capacità di governare il presente in una logica proiettiva, che possa aprire al futuro traguardi di una soddisfacente vivibilità condivisa. In altri termini, semplificando: dalla cultura dei “sassi” alla dignità del lavoro, ad un orgoglio operoso di cittadinanza partecipativa.
Forse, in estrema sintesi, è proprio a quanto, si spera, il sig. Fuchs voleva alludere con la sua esplicita attenzione verso “innovazione e futuro divenire” della proposta culturale che l’Europa si attende da “Matera 2019”.

*Emeritus Full Professor of Economy and Geopolitcs
Dept. of Political Science
University of Neaples “Federico II”

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