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Il rimpasto torna di moda
La tregua dem e gli effetti sulla Regione

Basilicata

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POTENZA - In una maniera o nell’altra Renzi e Speranza sono meno lontani. Non come quando il lucano era capogruppo del Pd alla Camera dei deputati ma nemmeno sono ai ferri corti.

La minoranza dem è uscita dalla Direzione nazionale parlando di passi avanti da parte di Renzi. Insomma è tregua.
Il nodo questa volta era sulla riforma del Senato. Renzi non voleva sentirne parlare insistendo sulla concetto di un Senato in forma ridotta da riempire con alcuni esponenti dei Consigli regionali mentre la minoranza parlava della necessità di renderlo elettivo per non espropriare i cittadini della facoltà di scegliere i propri senatori.

Alla fine il sereno è spuntato rispetto all’apertura di Matteo Renzi di modificare la propria proposta aprendo alla legge elettorale del ‘95 (conosciuta con il nome di Tatarella) e cioè con l’indicazione dei senatori - consiglieri sulle liste.

Il linea di principio la minoranza ha ottenuto una apertura. Ma che il giorno dopo approfondendo la questione non pare “straordinaria”. Praticamente i consiglieri senatori saranno quelli del listino che poi tanto scelti dagli elettori non sono. In pratica si tratta della lista dei consiglieri “nominati” dai partiti in quota maggioritaria. Ma evidentemente in tempo di vacche magre bisogna sapersi accontentare.

Il problema piuttosto è che il listino stando a al lavoro fatto negli scorsi mesi dalla Prima Commissione consiliare (quella guidata dal consigliere regionale del Pd, Vito Santarsiero) dovrebbe scomparire proprio per il principio di voler eliminare il parco dei nominati dalle prossime assemblee legislative.
Insomma da una parte si dice che il listino è il “male” da eliminare dall’altro lo si esalta parlando di apertura importante da parte di Renzi.

La sensazione è che la minoranza dem non sciogliendo il dilemma “scissione sì o scissione no” si aggrappa a qualsiasi cosa pur di fare passare “a nuttata”.

Resta però che la tregua è un ottimo lasciapassare per distendere le tensioni intestine al Pd lucano. Innanzitutto il segretario Antonio Luongo potrebbe (il condizionale è d’obbligo) decidere una data per l’Assemblea regionale che era stata rinviata proprio per capire cosa accadeva a Roma. E di riflesso anche la questione del rimpasto di giunta regionale dovrebbe subire una accelerazione decisa. Ieri alla Regione i ragionamenti già sono avanzati di qualche passo. Si comincia a riparlare di una nuova giunta politica al posto di quella tecnica entro natale. Chissà. Intanto se ne parla di nuovo.

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